Antropologia. Ritrovamento di antichi denti potrebbe sconvolgere teorie su origini degli umani

Pubblicato il 28 Dicembre 2010 14:44 | Ultimo aggiornamento: 28 Dicembre 2010 14:44

Un gruppo di archeologi israeliani ha annunciato di aver trovato la più antica prova dell’esistenza dell’uomo moderno (Homo sapiens), e se la scoperta fosse confermata potrebbe sconvolgere le esistenti teorie sulle origini degli umani, a quanto riferisce The Huffington Post.

Scavando nella preistorica cava di Qesem nell’area centrale di Israele gli archeologi hanno trovato denti secondo loro risalenti a 400 mila anni fa e simili ad altri resti dell’Homo sapiens trovati in Israele.

L’importanza della scoperta sta nel fatto che i resti dell’Homo sapiens rinvenuti finora sono di 200 mila anni più recenti di quelli ritrovati nella cava e che quindi l’uomo moderno sarebbe esistito molto prima di quanto finora ritenuto.

”La nostra conclusione è davvero appassionante”, ha dichiarato l’archeologo Avi Gopher, la cui squadra di ricercatori ha esaminato i denti ai raggi-X e con la scansione CT e li ha datati in base agli strati di terra dove sono stati ritrovati.

Gopher ha sottolineato che per confermare la scoperta sono necessari ulteriori esami. ”Ma se fosse confermata cambierebbe l’intero quadro dell’evoluzione umana”, ha precisato.

Secondo le correnti teorie scientifiche l’Homo sapiens ebbe origine in Africa ed emigrò poi al di fuori del continente. Gopher, che ha esposto la scoperta sull’American Journal of Physical Anthropology, afferma invece che se i denti appartengono di fatto agli antenati dell’uomo moderno, ciò significa che questi ha avuto origine in Israele.

Sir Paul Mellars, un esperto di preistoria all’università di Cambridge, ha detto che le conclusioni di Gopher sono degne di nota e ”importanti” perchè i resti di quel critico periodo sono scarsi, ma ritiene prematuro affermare che i denti siano umani. ”E’ una possibilità piuttosto remota”, ha aggiunto.

I denti, ha proseguito, sono spesso inaffidabili per l’indicazione delle loro origini, e l’analisi dei resti di un cranio che fosse rinvenuto nella cava potrebbe con maggior certezza convalidare la scoperta degli archeologi giapponesi.

Dal canto suo, Gopher afferma che lui e la sua squadra continueranno a scavare nella cava con la speranza di trovare, appunto, resti di crani e frammenti di ossa.