Gli appalti per la sede dei servizi segreti e il cambiamento di Mori su Balducci

Pubblicato il 2 Febbraio 2011 14:20 | Ultimo aggiornamento: 2 Febbraio 2011 14:21

PERUGIA – Nell’inchiesta della Procura di Perugia sulla cosiddetta “cricca”, si parla anche di appalti per la sede dei servizi segreti dell’Aisi in piazza Zama. Al centro ci sarebbero due appartamenti per l’ex generale della Guardia di finanza Francesco Pittorru in forza all’Aisi e dei presunti pagamenti che sarebbero stati effettuati dall’architetto Angelo Zampolini e fatti, secondo lui, per conto di Diego Anemone, imprenditore romano.

A Pittorru, secondo quanto scrivono Marco Lillo e Antonio Massari sul Fatto quotidiano, si sarebbero rivolti Diego Anemone e l’ex provveditore alle opere pubbliche Angelo Balducci, si rivolgevano per essere rassicurati, dopo le prime indiscrezioni di stampa sulle indagini in corso.

Pittorru non risulterebbe indagato, ma gli ex esponenti del Sisde (il servizio segreto civile), avrebbero rivelato ai magistrati di Perugia Alessia Tavarnesi e Sergio Sottani di un presunto cambiamento dell’ex capo del Sisde, il prefetto Mario Mori, nei riguardi di Balducci.

Ecco quanto riferisce il Fatto dalle carte. “Tra l’ottobre 2004 ed il marzo 2005 – dice l’ex membro del Sisde Alfredo Mortellaro – tutto viene ricondotto sotto la gestione e supervisione unica del Generale Pittorru (…). Ricordo che in quel periodo il prefetto Mori ebbe modo più volte di esprimere giudizi negativi su Balducci che aveva più volte, a suo dire, lavorato in modo non regolare; d’un tratto il suo giudizio cambiò e passò per un vero e proprio ‘salvatore della patria’ (…). L’anno 2004 per me è stato un anno cruciale in quanto si sono adottati i due appalti di via Boglione e via Zama. Il primo era di importo notevole, originariamente di almeno 30 milioni con un sicuro aumento sino ad oltre 52 milioni, mentre il secondo era per l’importo di 3 milioni e 200 mila euro che poi sono diventati oltre 11 milioni”.

“In una occasione in cui dovevo recuperare una cartella presso il direttore – prosegue Mortellaro – trovai spillato alla cartellina un articolo di giornale che faceva riferimento alla attività della magistratura sul problema del latte blu (latte microfiltrato Parmalat); non aprii la cartella ma la percepii come una interferenza del servizio sulla vicenda in relazione all’influenza che avrebbe in proposito avuto l’allora ministro Alemanno. Mi risulta che fossero frequenti i contatti tra il prefetto Mori, l’allora ministro Alemanno che sarebbero avvenuti nei pressi dell’ufficio di Pietro Lunardi (…) dove si incontravano alle 7 di mattina”.

“In effetti – dichiara Sandro Bartolozzi, tenente colonnello dell’esercito all’epoca in servizio al Sisde – nel verbale di gara del 5 marzo 2004 erano state invitate solo cinque ditte e quello che mi colpì fu la circostanza assolutamente anomala che il ribasso di tutte le imprese fosse in cifra tonda, mentre di regola i ribassi avvengono con percentuali centesimali se non millesimali. Il ribasso dell’impresa Anemone era del 6%. e non del 5%. (…). Inspiegabilmente, quel giorno (…) Mori era cambiato. Balducci (…) si rivolge a Mori portandogli i saluti del ministro Lunardi (…). A me non piacque quel clima, perché mi sembra un’atmosfera falsa, così come i saluti di Lunardi potevano essere un messaggio. Nella riunione (…) il generale Mori (…) mi toglie la parola e impone di fare a modo suo affermando che ‘l’impianto di sicurezza andrà rivisto’”.

Alla riunione del 24 giugno 2004 il generale dell’esercito Lorenzo Cherubini: “Venne indetta la famosa riunione del 24 giugno 2004. Mi chiede perché ‘famosa’ e preciso che il giorno prima Mori, nel corso di un nostro incontro preparatorio, aveva insistito su linea di un rigoroso controllo dei nostri conti. Il giorno dopo si tenne la riunione alla quale parteciparono, da un lato, Anemone, Balducci, De Santis e Della Giovampaola e, dall’altra Mori, Sechi, io e Bartolozzi (altri dirigenti del Sisde). (…). A un certo punto, Mori intervenne e disse: ‘Basta adesso parlo io da generale dei carabinieri. Si fa come dice Balducci’. (…). Dopo quella riunione io e Sechi venimmo accantonati (…). In quel contesto il generale Pittorru, già sostituto di Sechi, assunse il comando di questa nuova direzione (…). Pittorru (…) mi disse personalmente che Balducci era un suo grande amico. Non so se fosse amico anche di Anemone. Di certo mi disse che era grande amico di Pollari e che quest’ultimo poteva andare a casa del presidente Berlusconi senza preavviso”.