“Munnezza” in mare. Arrestata Marta Di Gennaro, l’ex vice di Bertolaso e indagato Bassolino

Pubblicato il 28 Gennaio 2011 8:47 | Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio 2011 10:53

Antonio Bassolino

NAPOLI- Accordo illecito tra pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione per sversare i rifiuti in mare: per questo, riporta l’Ansa, sono stati arrestati Marta Di Gennaro, ex vice di Guido Bertolaso alla Protezione Civile ed il prefetto Corrado Catenacci, ex commissario ai rifiuti della Regione Campania nell’ambito di un’operazione per reati ambientali eseguita in varie zone d’Italia dai carabinieri del Noe (Nucleo Operativo Ecologico) e dalla Guardia di Finanza di Napoli, coordinata dalla procura della Repubblica di Napoli.

Ai due è stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari. Nella stessa operazione sono state arrestate altre 12 persone. Le accuse sono di associazione per delinquere, truffa e reati ambientali.

In manette, riporta l’Ansa, è finito anche Gianfranco Mascazzini, ex direttore generale del Ministero dell’Ambiente, cui sono stati concessi gli arresti domiciliari. Sono invece finiti in carcere, fra gli altri, Lionello Serva, ex sub-commissario per i rifiuti della Regione Campania, Claudio Di Biasio, tecnico degli impianti del Commissariato, Generoso Schiavone, responsabile della Gestione acque per i depuratori della Regione Campania e Mario Lupacchini, dirigente del settore Ecologia della Regione.

Nel corso delle indagini sarebbe stata accertata l’esistenza di un accordo illecito tra pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione campani che ha consentito, per anni, lo sversamento in mare del percolato (rifiuto liquido prodotto dalle discariche di rifiuti solidi urbani), in violazione delle norme a tutela dell’ambiente. Il percolato veniva immesso senza alcun trattamento nei depuratori dai quali finiva direttamente in mare, contribuendo ad inquinare un lunghissimo tratto di costa della Campania, dal Salernitano fino al Casertano.

INDAGATO BASSOLINO Ci sono anche l’ ex presidente della Regione Antonio Bassolino, l’ex assessore regionale Luigi Nocera e l’ex capo della segreteria politica di Bassolino, Gianfranco Nappi, tra le persone indagate che sono complessivamente 38.

CARTE SEQUESTRATE Sequestri di documentazione sono stati messi in atto in diverse sedi istituzionali, come la Prefettura di Napoli, la Regione Campania ma anche la Protezione civile di Roma e in sedi di aziende di rilievo nazionale. L’indagine, durata fino al luglio 2010 e prosecuzione di quella conclusa nel maggio 2008 – nota con il nome di ‘Operazione Rompiballe’, che ha portato all’arresto di 25 indagati per traffico illecito di rifiuti – è stata sviluppata mediante attivita’ tecniche, nonché riscontri documentali, che hanno permesso di acquisire gravi indizi di colpevolezza nei confronti di ex uomini politici, professori universitari, dirigenti della pubblica amministrazione e tecnici delle strutture commissariali che si sono avvicendati al Commissariato per l’emergenza rifiuti della Regione Campania dal 2006 al 2008.

Persone, questa l’accusa, che in qualità di responsabili del processo di smaltimento del ‘percolato’ prodotto dal sistema regionale,avrebbero utilizzato gli impianti di depurazione di acque reflue della Regione Campania contribuendo all’inquinamento del tratto costiero del litorale napoletano. Le ordinanze di custodia cautelare – 8 in carcere e sei ai domiciliari – sono state eseguite a Napoli, Roma, Caserta e Parma.