Avetrana. La mamma di Sarah abbraccia la sorella: “Tu non c’entri”

Pubblicato il 10 Ottobre 2010 9:44 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2010 10:31

Sarah Scazzi

Concetta e Cosima, due sorelle divise dal dolore, ora si abbracciano. Una è la mamma di Sarah Scazzi, uccisa ad Avetrana a soli 15 anni, l’altra è la moglie dello zio-orco Michele Misseri, reo confesso. Lui dice di avere strangolato e poi violentato la nipote. La moglie non ha sentito nulla, anche se Sarah è stata uccisa nel garage a pochi metri da casa sua.

Così le figlie di Cosima, Sabrina e Valentina. Nessuno sembra essersi accorto di nulla quel 26 agosto. Davanti alla camera ardente, con la bara bianca in vista, le due sorelle Concetta e Cosima si sono strette. “Tu non c’entri”, ha detto la mamma di Sarah. Ha perdonato la signora Concetta, forse ha voluto accantonare un ricordo troppo brutto.

“Sta tranquilla, non ce l’ho con te e nemmeno con le tue figlie”, aggiunge nell’emozione. Lei, rigida nell’espressione e riservatissa, è andata anche a bussare alla porta della sorella, in casa Misseri, a pochi passi da dove sua figlia ha smesso di vivere. “Io non do retta alle voci, so che stai vivendo il mio stesso dolore”, dice ancora.

Se la nipote Valentina dice “mia zia è un angelo” un segnale di solidarietà c’è in quella famiglia. Sabrina dice che non ha mai sospettato del padre. Sono quattro donne che cercano di avvicinarsi, di raccogliersi nel dolore, probabilmente con i loro segreti. Perché la moglie di Misseri tace, perché Cosima non ha sentito niente, non ha detto niente? Il marito Misseri le ha imposto il silenzio? Lei sapeva delle tendenze del marito?

Qualcosa non torna, il giudice per le indagini preliminari Rosati vuole capire qual è il passaggio che manca nel puzzle. Le ricostruzioni non tornano, Cosima e Sabrina potrebbero avere avuto un ruolo, potrebbero sapere molto di più. Infine c’è Mariangela, la ragazza che doveva passare a prendere Sarah e la cugina, il suo racconto desta ancora molti dubbi sulle donne di casa Misseri.