Berlusconi: dalla Corte Costituzionale una botta nucleare

Pubblicato il 1 Giugno 2011 17:15 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2011 17:15

foto Ap/Lapresse

ROMA – “La Cassazione gli ha dato una bella botta… ed ora la spallata finale… questi sono gli ultimi giorni del suo governo…”, questi alcuni dei commenti che gli oppositori hanno riservato alla sentenza con la quale la Cassazione ha ritenuto non idonei a fermare i referendum sul nucleare i provvedimenti di legge assunti da Berlusconi e soci.

La decisione della Corte ci ha ovviamente riempito di gioia perché quei quesiti li avevamo firmati e dunque ci sentivamo imbrogliati dal decreto scippo con il quale Berlusconi aveva cercato di cancellare le consultazioni. Peraltro, per non correre rischi, aveva pensato bene di porre la fiducia sulla legge bidone.

I giudici, tuttavia, non hanno fatto dispetto alcuno a Berlusconi, ma più semplicemente lo hanno preso sul serio, forse sono rimasti tra i pochissimi che ancora lo ascoltano e lo prendono sul serio.

Era stato proprio lui, infatti, alla conferenza stampa congiunta con Sarkozy, a rivelare l’intento truffaldino del provvedimento dichiarando: “Non si tratta di uno stop, ma di una moratoria, prima bisogna superare l’ondata emozionale susseguente al disastro giapponese e poi si potrà riprendere il programma di costruzione…”. Perchè non credergli? I giudici lo hanno fatto e, di fronte ad una intepretazione autentica, non hanno potuto che confermare il voto, perchè il governo medesimo non ha recepito “La lettera e lo spirito” dei quesiti medesimi.

La corte di Cassazione, che ospita ben poche “toghe rosse”, per usare una espressione tipica dello scemenzario berlusconiano, ha solo e soltanto fatto prevalere la legge sull’interesse privato, sulla furbizia, sul gioco delle tre tavolette. Tutto il resto sono chiacchiere!

Ora Berlusconi e i suoi consiglieri decideranno se andare al mare, imitando Craxi, se accettare lo scontro a viso aperto e dare indicazione per il no, se cavalcare l’astensionismo, oppure se giocare la carta a sorpresa e schierarsi per il sì, gettando a mare anche quel legittimo impedimento che non sembra appassionare più di tanto gli avvocati parlamentari.

Berlusconi valuterà i sondaggi, che non sembrano rassicurarlo sul mancato quorum, e deciderà, a prescindere dal merito dei quesiti stessi.

Proprio per questo i suoi oppositori debbono invece concentrarsi sui quesiti, sul diritto all’ambiente, sui beni comuni, sull’acqua pubblica, sulla giustizia uguale per tutti, senza cadere nella trappola dell’eventuale referendum pro o contro Cavaliere, pro o contro la destra.

I quesiti referendari sono popolarissimi, sono sentiti; sono stati firmati da donne e uomini di ogni colore; non pochi esponenti della Lega, per fare un solo esempio, hanno già annunciato il loro si al referendum sull’acqua pubblica. Costoro faranno la differenza, determineranno la vittoria o la sconfitta, consentiranno di superare il quorum e di rendere valida la consultazione. Il loro voto, come si usa dire, avrà un valore doppio.

Mai come in questa occasione la politica dovrebbe trovare la forze di battersi a viso aperto, ma anche di lasciare spazio e visibilità a chi ha promosso i referendum, agli esperti, a chi sa e ha studiato, ai giovani delle reti civiche, a chi è stato testimone delle tragedie che hanno colpito il Giappone o a chi ha sperimentato i danni derivanti dalle privatizzazioni dei beni comuni.

Non sappiamo se i referendum saranno la spallata finale al berlusconismo, sicuramente potrebbero essere un colpo mortale per quelle cricche e quelle caste che già pregustavano l’odore dei soldi che avrebbero ricavato dalla costruzione delle nuove centrali, dalle privatizzazioni degli acquedotti e dai benefici derivanti dai legittimi impedimenti e dalle prescrizioni brevi. Tra costoro non mancano certo anche elettori della destra che coglieranno anche questa occasione per manifestare un disagio crescente.

Per queste ragioni sarà opportuno parlare quanto più possibile dei quesiti referendari, evitando di cadere nelle tante trappole, politiche e mediatiche, che il Cavaliere cercherà di stendere per catturare “i polli” di turno!