Calcestruzzo e tecnologia: i “cool materials” che non fanno surriscaldare la strada e aiutano anche il clima

di Luca Viscardi
Pubblicato il 15 Marzo 2021 8:25 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2021 8:25
Calcestruzzo e tecnologia: i "cool materials" che non fanno surriscaldare la strada e aiutano anche il clima

Calcestruzzo e tecnologia: i “cool materials” che non fanno surriscaldare la strada e aiutano anche il clima (Foto d’archivio Ansa)

Calcestruzzo e tecnologia: sì, è possibile far convivere questi due termini senza essere presi per matti. Si parla sempre più spesso di clima e di iniziative per contenere il riscaldamento globale. Forse mai avremmo immaginato che in questo argomento avremmo trovato un ruolo attivo per il calcestruzzo.

Parliamo di un materiale di costruzione utilizzato per la realizzazione di immobili. Ma anche per la posa del manto stradale sulle nostre arterie di comunicazione. Scopriamo su MisterGadget.Tech che proprio il calcestruzzo è oggetto di studi molto approfonditi basati sullo sfruttamento di tecnologie avanzatissime.

Calcestruzzo e tecnologia: i progetti di Italcementi sui raggi solari

Italcementi, azienda italiana oggi parte di un grande gruppo tedesco, è la capofila di alcuni progetti in questo senso. Progetti il cui obiettivo è quello di contribuire al miglioramento del clima anche attraverso l’uso di particolari materiali di costruzione.

Tra le innovazioni più interessanti messe a punto, c’è anche quella di un tipo di calcestruzzo che riflette i raggi solari senza catturarne il calore. Riducendo quello che viene chiamato Indice Riflettanza del Sole. Per capire di cosa si parla, dovremmo entrare in dati tecnici complessi, frutto dell’elaborazione di molti parametri, tra cui l’esposizione al sole e la ventilazione del punto esatto in cui il calcestruzzo viene utilizzato.

Fortunatamente, non sarà necessario farlo, perché questi argomenti molto articolati si spiegano facilmente guardando ad alcune abitudini consolidate nel tempo. Basta pensare a ciò che da sempre fanno i costruttori al sud, senza particolari approfondimenti scientifici. Dove c’è caldo e molto sole, il tetto delle case viene realizzato con il colore bianco. Perché quello è il modo per proteggere le strutture dall’assorbimento dell’energia prodotta dai raggi solari. La saggezza popolare ha ispirato gli studi relativi ai nuovi calcestruzzi, che hanno però affrontato anche aspetti più complessi.

I raggi solari non visibili

Ci sono infatti dei raggi che escono dal campo visivo e generano comunque riscaldamento, trasportando energia; per contenerli servono riflettenti specifici. Italcementi è riuscita a realizzare materiali in grado di gestire anche questi raggi non visibili, contribuendo a ridurre un effetto particolarmente dannoso noto come isola di calore.

Vengono chiamati “cool Materials” e possono contribuire a migliorare in modo drastico la vivibilità degli spazi urbani. Grazie ad una sensibile diminuzione delle temperature. Ridurre il riflesso del sole e quindi l’emissione di calore delle strutture in calcestruzzo, ottimizzare i consumi. Perché le costruzioni si raffrescano più facilmente, non generano calore e quindi rendono più vivibile l’intero spazio urbano.

In Europa il 75% degli abitanti vive in città e le proiezioni degli scienziati prevedono che entro pochi decenni la concentrazione sarà addirittura dell’80%. E’ evidente che l’uso di tecnologia nel calcestruzzo sia utile al miglioramento delle condizioni di vita di una percentuale vastissima della popolazione.

Calcestruzzo, isola di calore e riflettanza: a cosa servono i cool materials

E’ utile sapere che l’isola di calore si traduce in una temperatura in città superiore a quella in campagna di un delta dai 3 ai 10°. La riflettanza dei calcestruzzi non è ovviamente l’unica variabile che concorre al riscaldamento, ma è di sicuro un dettaglio importante. Per questo motivo l’adozione dei “cool materials” può aiutare a ridurre quel delta della temperatura tra le aree urbane e quelle extra urbane.

Questa però non è l’unica iniziativa di ricerca del gruppo Italcementi, che ha tentato di affrontare anche il problema dei materiali con cui si compone il manto stradale. Il risultato di anni di studio è una soluzione chiamata i.idro DRAIN che è in grado di fornire un effetto drenante molto forte anche quando ci sono fenomeni naturali estremi, come gli acquazzoni estivi, la cui forza è sempre più dirompente. Grazie a quel drenaggio, aumenta la visibilità, quindi la sicurezza di chi guida: la conseguenza diretta è che si riduce il numero degli incidenti con il relativo impatto di costi su vari fronti. È un orgoglio sapere che questi risultati eccezionali dal punto di vista tecnologico siano conseguiti da un gruppo di lavoro e di studio al 100% made in Italy.