“Donna mercificata”, “La vostra f..a non è minacciata”: scontro femministe-Sgarbi sul calendario di Toscani

Pubblicato il 13 Gennaio 2011 20:57 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2011 21:00

Vittorio Sgarbi

Battibecco-show tra Vittorio Sgarbi e un gruppo di ragazze dell’associazione Frida, che si occupa di violenza sulle donne, stasera, nel corso del dibattito sul calendario di Oliviero Toscani, in cui sono ritratti 12 triangoli pubici di donne, alla Stazione Leopolda, nell’ambito di Pitti Immagine Uomo, a Firenze.

Erano presenti lo stesso Toscani, Paolo Crepet, Marina Ripa di Meana, Vittorio Sgarbi e i responsabili del Consorzio Vera Pelle Italiana Conciata al Vegetale di Ponte a Egola, promotore del calendario.

Lo scontro verbale è cominciato quando Crepet ha affrontato la questione del pube ritratto nei calendari (un esempio in gigantografia faceva da sfondo al palco) in chiave psicanalitica. Lo psichiatra è stato interrotto da una ragazza dell’associazione la quale ha spiegato ”di non voler contestare il calendario in sé, ma di ritenere offensivo l’accostamento tra una parte del corpo femminile con la pelle conciata di un animale, accostamento – ha detto la giovane – che diventa metafora della mercificazione della donna cosi’ come degli animali che vengono utilizzati per fare le borse”. Passaggio di microfoni ed è toccato a Vittorio Sgarbi, che ha teorizzato la libertà di mettere o non mettere in mostra ”la f…” rivolgendosi alle femministe dell’associazione.

”La vostra f… non è minacciata – ha detto – e queste donne che si sono fatte fotografare erano consenzienti. E allora che problema c’è?”. Sgarbi ha elogiato l’iniziativa del calendario di Toscani aggiungendo che essa ”ha anzi il patrocinio della Presidenza del Consiglio perche’ rispetta il pensiero del premier Berlusconi. Per così dire, è l’esaltazione di un tema di famiglia…”. Quando una ragazza dell’associazione ha tentato di replicare spiegando che il punto non è la disponibilità o meno della parte intima fotografata, definendo il discorso di Sgarbi di basso livello, il critico s’è infuriato mandandola ‘a quel paese’. Le donne dell’associazione hanno abbandonato immediatamente la sala, mentre Sgarbi cominciava uno spogliarello togliendosi giacca e panciotto e rimanendo con la camicia sbottonata e aperta.