Casal di Principe, la gente dopo l’arresto del boss Iovine: “Con la Camorra si viveva meglio”

Pubblicato il 18 Novembre 2010 12:54 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2010 13:53

Antonio Iovine, il boss arrestato

Nel pieno centro di Casal di Principe, lungo corso Umberto, stamattina quasi nessuno si diceva ”contento” per l’arresto del boss Antonio Iovine. ”Quando a governare questa terra c’era la camorra, si viveva meglio. Ora che c’è lo Stato siamo rovinati”, è la voce che si rincorre tra la gente. Nelle terre dove Stato e Antistato convivono da secoli, la cattura del boss è una sconfitta, la rottura di un equilibrio, la frattura in un mondo governato, seppure nell’illegalità, da regole precise che garantivano tranquillità, magari favori e lavoro a chi non si ribellava all’ordine costituito.

”Il discorso è semplice – dice Antonio Diana, panettiere – qui tutti rubano, i politici come i boss. Ma la differenza è che mentre i boss mangiano la torta ma ti danno anche una fetta, i politici mangiano solo per fatti loro”. I camorristi, lungo il corso principale di Casal di Principe, c’è chi li descrive così: ”cattolici, educati, rispettosi”. Non gente rozza e ignorante, col fucile in braccio nel corso principale del paese. Basta vedere le foto della cattura di Iovine: giovane, curato, un aspetto rispettabile  e comune. E’ il lato borghese e pettinato della camorra.

”I politici qui non ti stringono neanche la mano – dice Marcello Della Bona – i boss ti salutano, sono educati, ti rispettano”. Antonio Diana, il boss Antonio Iovine se lo ricorda quando era piccolo: ”Io frequentavo la prima media, lui la terza. E’ sempre stato un bravo ragazzo. Se sono contento che lo hanno arrestato? Da un punto di vista umano mi dispiace”. Laura D’Alessandro, di Casale, da circa dieci anni è tornata nella sua terra dalla Germania. E oggi, senza riserve, dice: ”L’arresto di Iovine ci ha finiti di rovinare. Qui lo volete capire o no che non c’è lavoro e che da quando è arrivato lo Stato qui è tutto fermo”.

Poi, se la prendono anche con Roberto Saviano. ”Noi casalesi, secondo voi, perdiamo il tempo a minacciare una mosca, un bambino? – dice Marcello Della Bona – lui quelle cose le dice solo in tv, venga qui a dirle. Lui ci ha solo rovinato”.