Cape Canaveral: domenica in orbita i due moduli “made in Italy”

Pubblicato il 4 Febbraio 2010 11:33 | Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio 2010 11:33

Il lancio dello Space Shuttle Endeavour sarà il 7 febbraio prossimo

I preparativi del lancio dello Space Shuttle Endeavour per la missione Sts 130, previsto per domenica 7 febbraio dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral (Florida) procedono nel migliore dei modi. Lo shuttle porterà sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) i due moduli destinati a completare l’assemblaggio della parte non russa della stazione orbitale.

I moduli sono il Nodo 3 (chiamato Tranquillity) e la Cupola, ossia la grande “finestra” che permetterà finalmente agli astronauti di guardare all’esterno con una vista a 360 gradi. Entrambi i moduli, commissionati dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) per conto della Nasa, sono stati progettati, sviluppati e integrati in Italia, nello stabilimento di Torino della Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica) e raggiungeranno la Iss a bordo dello shuttle due giorni dopo la partenza.

Il conto alla rovescia è già partito e le previsioni per il lancio sono buone. Dal punto di vista tecnico non ci sono problemi e anche le previsioni meteorologiche sono buone. Al momento il tempo non è ideale per venerdì e sabato, con possibili piogge, ma per domenica si prevede un miglioramento.

Con la Cupola la stazione spaziale avrà i suoi occhi, che permetteranno finalmente agli astronauti di guardare all’esterno, non soltanto per avere una visione d’insieme della Iss e poter seguire meglio le operazioni durante le passeggiate spaziali, ma per poter guardare la Terra e avere momenti di relax necessari a spezzare lo stress. Con un diametro di circa 3 metri è alta 1,5 metri ed ha 7 finestre (6 ai lati e una in alto) con vetri simili a quelli dello shuttle e speciali oscuratori e pannelli. Potrà accogliere due astronauti.

La Cupola sarà agganciata al Nodo 3, il modulo di interconnessione con la Iss. E’ un cilindro lungo 6,7 metri e largo 4,5, ha 6 porte di attracco è la “porta” della Iss verso il futuro perché ad esso potranno essere eventualmente agganciati futuri moduli.