Capo ricercatore Nasa: “Gli alieni? Fra 20 anni prove certe. Sappiamo dove cercare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Aprile 2015 17:09 | Ultimo aggiornamento: 8 Aprile 2015 17:10
La Terra vista dallo spazio

La Terra vista dallo spazio

NEW YORK – Durante una conferenza tenutasi a Washington Ellen Stofan, capo ricercatore della Nasa, ha dichiarato che “ci sono molte probabilità che nei prossimi 20 anni l’umanità riesca a trovare le prove definitive che confermino la presenza di forme di vita aliene su altri pianeti”. Naturalmente non omini verdi ma microorganismi: “Credo – ha detti Ellen Stofan – che riusciremo ad ottenere indizi molto chiari sulla presenza di forme di vita extraterrestri nel corso del prossimo decennio e probabilmente tra i 10 e i 20 anni nel futuro saremo in possesso di prove certe al riguardo”.

“Sappiamo dove guardare – ha detto Ellen Stofan – sappiamo come guardare e in molti casi abbiamo anche a disposizione la tecnologia adeguata per farlo”.

Jim Green, direttore del dipartimento di planetologia della Nasa, ha commentato la notizia riportando all’attenzione i risultati di un recente studio condotto su Marte, che ha accertato che oltre la metà dell’emisfero nord del pianeta rosso è stato in passato ricoperto da oceani profondi varie miglia.

“La comunità scientifica sta facendo progressi enormi – ha commentato – e ho detto alla mia squadra che ho in programma di essere a capo del dipartimento di planetologia nel momento in cui scopriremo vita all’interno del nostro sistema solare: satelliti di grandi pianeti come Europa sono i principali candidati”.

John Grunsfeld, amministratore associato dell’Ente, ha dichiarato di essere impaziente di scoprire quali forme di vita saranno scoperte in pianeti anche molto diversi dalla Terra:

“Una volta superato Marte, che è formato dagli stessi elementi presenti sulla Terra, la possibilità che le forme di vita presenti siano simili a quelle che abitano il nostro pianeta sono molto basse. Credo che siamo distanti circa una generazione dal raggiungimento dei limiti del nostro sistema solare, dopodiché l’obiettivo successivo sarà un pianeta orbitante intorno a una stella vicina a noi”.