Il cervello e i viaggi nel tempo: prevedere il futuro con la nostra mente

Pubblicato il 12 Febbraio 2013 12:45 | Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2020 20:04
Il cervello e i viaggi nel tempo

Il cervello e i viaggi nel tempo

ROMA – Si potrà viaggiare nel tempo grazie alla nostra mente, grazie all’ippocampo, minuscola struttura cerebrale che, secondo uno studio di Gianfranco Dalla Barba e Valentina La Corte, è fondamentale non solo per la memoria ma anche per prevedere il futuro.

Gianfranco Dalla Barba e Valentina La Corte, entrambi dell’Istituto Nazionale della Sanità e della Ricerca Medica di Parigi – dopo anni di studi su pazienti con e senza lesioni all’ippocampo, chiamato così per la sua forma a cavalluccio marino – pubblicheranno la ricerca il mese prossimo sulla rivista ‘Trends in Cognitive Science”

Secondo lo studio l’ippocampo è una specie di macchina del tempo che ci consente di ‘navigare’ nel passato, nel presente e nel futuro. Una macchina del tempo che tuttavia può commettere errori se lesioni in altre parti del cervello inviano informazioni sbagliate.

Secondo i due ricercatori italiani, “l’ippocampo sarebbe il correlato neurale di ciò che indicano come Coscienza Temporale. L’importanza dell’ippocampo nel funzionamento della memoria è nota almeno dal famoso caso del paziente H.M. che nel 1953 in seguito alla distruzione chirurgica di questa parte del cervello (nel tentativo di trattare un’epilessia resistente ai farmaci) fu colpito da amnesia totale”.

Il ruolo dell’ippocampo negli altri aspetti della temporalità personale, cioè il presente ed il futuro, non erano invece stati presi finora in considerazione dai ricercatori. Anzi, le teorie correnti attribuiscono la capacita’ di orientarsi nel presente e di predire il futuro personale ad un’altra struttura cerebrale, il lobo frontale, relegando l’ippocampo solo alla memoria. Secondo i due ricercatori italiani, invece, il lobo frontale non avrebbe altro che una funzione aspecifica di controllo, non solo sulla temporalità personale, ma sul comportamento in generale e sulle altre funzioni cognitive. Si aprono così nuove prospettive sul tempo, lo spazio e la nostra mente.