Caso Claps, il “kit da serial killer” inguaia Restivo

Pubblicato il 27 Maggio 2011 12:04 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2011 12:06

POTENZA – Due forbici di grosse dimensioni, un coltello da cucina con lama da sei centimetri, guanti, e delle fodere per coprire i sedili dell’auto. E’ il contenuto della sacca di Danilo Restivo, il principale sospettato dell’omicidio di Elisa Claps, sequestrato dalla polizia inglese nel Throop Mill a Bournemouth nel 2004. Un perfetto “kit da serial killer”.

Era il 12 maggio, racconta la Gazzetta del Mezzogiorno che sul sito ha anche un video del sequestro, Restivo passeggiava per il parco. E’ seguito dalla polizia perché sospettato dell’omicidio di Heather Barnett (delitto per cui ora è sotto processo in Inghilterra). Arriva e parcheggia la sua automobile, una Austin Metro. I poliziotti inglesi lo seguono e lo filmano: Restivo si cambia la maglietta vicino l’automobile poi entra nel parco, che ha un laghetto e una vegetazione particolarmente fitta.

Per i poliziotti che lo seguono muniti di telecamera, è una sorta di giro di perlustrazione, forse a caccia di un’altra vittima. Non a caso, si legge nel loro referto, Restivo è abituato a seguire donne sole. Lo ha fatto, nello stesso posto, una settimana prima. Scrive la polizia inglese: “In un’occasione, il 6 maggio, è stato visto fissare una donna che si muoveva a piedi in quella zona ed era chiaro che calcolava la velocità dei propri spostamenti in modo da farli coincidere con quelli di lei”

Una settimana dopo, spiega ancora la Gazzetta del Mezzogiorno, i poliziotti notano che Restivo “indossa un abbigliamento decisamente eccessivo rispetto alle condizioni atmosferiche”. Quale? Ha un giaccone invernale, una camicia celeste, dei copripantaloni impermeabili e un paio di scarpe Nike. Sulle spalle ha una piccola sacca nera.

Quando una ragazza passa davanti a lui Restivo si accovaccia nell’erba. Alle 15:08 si sfila i guanti e si dirige verso la sua auto. Poi si cambia. Nel bagagliaio ha un’altra camicia celeste, “apparentemente identica – scrivono i detective – a quella che indossava”. In macchina, poi, ha anche un altro paio di scarpe Nike. Per gli inglesi è un dato significativo: chi ha ucciso la Barnett, quel 12 dicembre 2002, indossava delle Nike che si è tolto quando è uscito. Un altro indizio a carico di Restivo?