Con Curiosity vola verso Marte anche Leonardo

Pubblicato il 27 Novembre 2011 9:15 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2011 9:26

ROMA – Il rover Curiosity partito verso Marte la sera del 26 novembre per la missione della Nasa Mars Science Laboratory (Msl), porta con se anche Leonardo da Vinci. A bordo del rover si trova infatti un carico molto speciale: un chip che contiene il Codice di Volo e l’autoritratto di Leonardo.

Arte e scienza italiane sono così dirette al pianeta rosso, grazie all’iniziativa lanciata da Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Tg della Rai Leonardo e Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa. ”L’Italia partecipa a questa missione con la sua scienza rinascimentale e con un’opera che ha un grande valore simbolico”, ha rilevato il presidente dell’Asi, Enrico Saggese.

”Il Codice del Volo – ha aggiunto – è una sintesi della scienza di Leonardo da Vinci e ha aperto la strada allo studio scientifico del volo. Siamo molto orgogliosi che siano a bordo di questa missione e ringraziamo la Nasa”. L’idea di far volare Leonardo verso Marte a bordo di Curiosity è nata nel corso di una puntata del Tgr Leonardo organizzata presso la presso la Biblioteca Reale di Torino e alla quale ha partecipato il direttore del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nas, Charles Elachi.

Durante la trasmissione Elachi ha potuto sfogliare il Codice sul Volo degli Uccelli e poi, a una domanda della conduttrice del Tg Leonardo, Silvia Rosa Brusin, che gli ha chiesto: ”perché non lo facciamo volare fino a Marte?”, Elachi ha subito accolto la proposta: ”è una buona idea”. Il Codice di Volo di Leonardo, 18 pagine contenute in un microchip e realizzate in formato digitale ad alta definizione, è un testo simbolico, considerato il fondamento della storia del volo.

Le immagini contenute nel chip che sta andando su Marte sono tratte da un quaderno del 1505, custodito nella Biblioteca Reale di Torino, e nel quale Leonardo ha disegnato e descritto non solo il volo degli uccelli, ma la sua Macchina volante. La missione Msl, ha detto Saggese, ”è molto importante perché porta sulla superficie di Marte un laboratorio nel quale si cominceranno a fare analisi molto piu’ complesse rispetto a quelle fatte fino ad oggi”.

Il prossimo passo, ha aggiunto il presidente dell’Asi, sarà possibile nel 2018 con la missione Mars Sample Return (Msr), a bordo della quale ci saranno anche strumenti italiani e che prelevera’ dei campioni del suolo di Marte, anche con delle perforazioni, per portarli sulla Terra..