Covid, altra nuova variante rilevata nel Regno Unito: condivide mutazione con la brasiliana e sudafricana

di Caterina Galloni
Pubblicato il 7 Marzo 2021 16:00 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2021 16:57
Covid, altra nuova variante rilevata nel Regno Unito

Covid, altra nuova variante rilevata nel Regno Unito: condivide mutazione con la brasiliana e sudafricana (foto ANSA)

Rilevata nel Regno Unito un’altra variante Covid: la Public Health England afferma di aver individuato 16 casi del nuovo ceppo che condivide una mutazione con le varianti brasiliana e sudafricana.

La nuova variante – denominata temporaneamente B1.1.318 – è stata rilevata per la prima volta il 15 febbraio tramite sequenziamento genomico e il 24 febbraio le autorità sanitarie hanno iniziato a monitorare la diffusione.

Mutazione nuova variante presente in quella brasiliana e sudafricana

La mutazione E484K nella proteina spike, è presente anche nelle varianti brasiliana e sudafricana. Questi due ceppi stanno circolando nel Regno Unito.

L’alterazione cambia il modo in cui il virus guarda al sistema immunitario, aiutandolo a schivare gli anticorpi. Ma gli anticorpi sono solo una parte di ciò che offre protezione contro la reinfezione ai sopravvissuti Covid e ai pazienti vaccinati.

I globuli bianchi svolgono un ruolo cruciale nella lotta contro il virus e gli scienziati affermano che  “non sono sostanzialmente influenzati” dalle attuali mutazioni.

Ciò significa che gli attuali vaccini dovrebbero essere ancora molto efficaci contro i ceppi con la mutazione E484K.

Altra nuova variante scoperta nel Regno Unito, è stata importata?

La PHE ha riferito di non sapere se è stato generata nel Regno Unito o è stata importata da un altro paese. Attualmente ci sono quattro varianti “sotto indagine” e altre quattro che la PHE definisce “varianti preoccupanti”.

Si tratta dell’attuale ceppo Kent dominante, due importati dal Brasile, la variante sudafricana e uno che si pensa abbia avuto origine in Nigeria, così come altri due spuntati a Bristol e Liverpool.

Il nuovo ceppo, come annunciato, non presenta la mutazione N501Y che fa diffondere il virus più rapidamente.

Il ricercatore capo del vaccino di Oxford ha esortato a non essere “ossessionati” dalle nuove varianti, nonostante nuove versioni spuntino in tutto il mondo ogni settimana.

Ha aggiunto che il suo team è fiducioso che il vaccino sia molto efficace contro tutti i ceppi e nell’improbabile eventualità che uno lo rendesse significativamente più debole, può essere facilmente modificato nel giro di poche settimane.