Covid, la variante sudafricana più veloce del 50%: mutazione proteina spike sfugge agli anticorpi

di Caterina Galloni
Pubblicato il 24 Gennaio 2021 10:00 | Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2021 19:04
Covid, variante brasiliana è arrivata negli Usa: sembra che sia più contagiosa 50%

Covid, variante brasiliana è arrivata negli Usa: sembra che sia più contagiosa del 50% (foto ANSA)

Circa la metà dei sopravvissuti al Covid potrebbe essere infettato dalla variante sudafricana poiché il ceppo sarebbe in grado di “sfuggire” al sistema immunitario.
 
I ricercatori affermano che una mutazione su una parte specifica della proteina spike sembra metterla in grado di “sfuggire” agli anticorpi. Gli anticorpi sono sostanze prodotte dal sistema immunitario, fondamentali per distruggere i virus o contrassegnarli per la distruzione da parte dei globuli bianchi. 

Variante sudafricana, nessuna risposta immunitaria nella metà dei guariti 

Gli accademici sudafricani hanno scoperto che il 48% dei campioni di sangue di persone che erano state infettate in passato, non mostrava una risposta immunitaria alla nuova variante. 
 
La ricercatrice Penny Moore, che lavora al progetto ha affermato che le persone che la prima volta avevano contratto una forma grave di Covid avevano una risposta immunitaria più forte e sembravano avere meno probabilità di essere reinfettate.
 
Gli anticorpi sono una parte importante dell’immunità creata dai vaccini, sebbene non l’unica parte, quindi se il virus continua ad evolversi per sfuggirli, potrebbe significare che i vaccini dovranno essere riprogettati e distribuiti nuovamente.
 
Gli esperti a oggi affermano di non avere motivo di credere che i vaccini non funzioneranno, il che potrebbe essere dovuto al fatto che producono una risposta immunitaria più forte di un’infezione molto lieve e inoltre producono vari tipi di cellule immunitarie.

La mutazione E484K

Uno studio dell’University of Washington ha esaminato come il sangue di persone con anticorpi sviluppati nella versione precedente del coronavirus ha reagito alla nuova variante. Su un gruppo di 11 campioni di sangue, nove hanno mostrato un “legame ridotto” dagli anticorpi quando esposti alla mutazione chiave nella variante sudafricana.
 
La mutazione che hanno studiato si chiama E484K e cambia la forma della proteina spike che il virus utilizza per attaccarsi alle cellule del corpo. La stessa mutazione è stata individuata anche in entrambe le varianti brasiliane.
 
In Sudafrica, dove è emersa la variante i dati dei ricercatori sembrano indicare che l’immunità al Covid-19 è stata ridotta in oltre il 90% delle persone quando reinfettate con la nuova variante.
Moore, del National Institute for Communicable Diseases in Sudfrica, in uno studio su 44 persone ha scoperto che 21 non hanno avuto alcuna risposta immunitaria alla nuova variante nonostante avesse contratto in precedenza il coronavirus.
 
Ha affermato che la ricerca ha reso “chiaro che c’è un problema”, ma è ancora nelle fasi iniziali e gli studi di laboratorio non possono ricreare perfettamente il mondo reale.

Varianti Covid, per sconfiggerle fondamentali i vaccini 

Stephen Powis, direttore medico del SSN England ha affermato che  per affrontare le nuove varianti Covid è probabile potrebbero essere necessari programmi di vaccinazione “frequenti, forse annuali”.
 
A Breakfast, in onda sulla BBC, ha detto: “Emergeranno altri ceppi, è quello che succede con i virus, mutano. Ogni anno l’influenza è un po’ diversa e adattiamo i vaccini antinfluenzali per far fronte al cambiamento. Penso sia possibile che nel tempo, il vaccino Covid di anno in anno dovrà essere modificato per immunizzare contro i nuovi ceppi. La buona notizia è che ora stiamo utilizzando la nuova tecnologia e ciò può essere fatto in tempi rapidi. E’ probabile che debbano esserci programmi frequenti di vaccinazione, forse annuali, come per i vaccini antinfluenzali, ma è ancora presto per esserne assolutamente sicuri”. (Fonte: Daily Mail)