Cremona: altri tre casi gravi di legionellosi, il virus si trasmette nell’acqua e nei condizionatori

Pubblicato il 20 Agosto 2010 22:44 | Ultimo aggiornamento: 20 Agosto 2010 23:07

Altre tre persone, a Cremona, dopo il caso mortale di ieri, risultano affette da legionellosi. Ne hanno dato notizia fonti sanitarie. ”In questo momento altre tre persone sono ricoverate all’ospedale maggiore di Cremona perché affette da legionellosi – ha detto il direttore sanitario dell’Asl di Cremona, Stefano Zenoni, affiancato dal direttore generale Gilberto Compagnoni – Il batterio puo’ essere ovunque: e’ permanente e non si debella. La sua presenza rappresenta un rischio generico per tutti. Le analisi epidemiologiche dicono che le persone colpite sono anziane e acciaccate, si trovano in precarie condizioni di salute o presentano un calo delle difese immunitarie”. I tre ricoverati sono anziani e tutti gia’ affetti da varie patologie. Le loro condizioni sono più o meno gravi e vengono curati con antibiotici. Ieri sera Romano Boccali, di 74 anni, era morto all’ospedale maggiore di Cremona dopo essere stato colpito dalla malattia.

La frequenza dei ricoveri ad agosto, a Cremona, conferma quanto indicato nelle linee guida internazionali: temperatura e tasso di umidità elevati rappresentano condizioni favorevoli all’incremento dei batteri. ”La malattia non si trasmette per contatto. Nelle case di cura e negli ospedali – spiega ancora Stefano Zenoni – monitoraggio e disinfezione degli impianti avvengono in maniera regolare. Nelle abitazioni invece le norme non prevedono interventi specifici. Per abbattere la carica batterica qualcosa si può fare, tenuto conto che il batterio si trasmette soprattutto tramite aerosol dell’acqua e condizionatori dell’aria muniti di serbatoi dove si annida la legionella. E’ quindi importante la manutenzione degli impianti. Questi interventi diminuiscono il rischio anche se, lo ripeto, il batterio non è debellabile una volta per tutte”.

Se in Lombardia si registra un costante aumento dei casi, a Cremona il dato oscilla: nel 2001 33 casi; nel 2004 nessuno; lo scorso anno 23. Dal 2001 a oggi si contano dieci decessi. Un accorgimento è far scorrere l’acqua al rientro dalle vacanze.