Erika, 10 anni dopo Novi Ligure: “Tra un anno esco e voglio un figlio”

Pubblicato il 15 Febbraio 2011 9:18 | Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2011 13:03

NOVI LIGURE – Nella cronaca nera la città di Novi Ligure, comune piemontese a dispetto del nome, è legato a Erika De Nardo. A 16 anni, il 21 febbraio 2001, proprio10 anni fa, trucidò a coltellate madre e fratellino con l’aiuto del fidanzato di allora, Omar. Ora Erika ha quasi finito di scontare i suoi 10 anni di reclusione: è una donna ormai di 26 anni e tra un anno sarà libera.

A Novi ligure l’aspetta il padre, l’ingegner Francesco De Nardo, che ha continuato a vivere nella villetta in cui morirono la moglie Susy Cassini e il figlio Gianluca, 12 anni. 97 coltellate in tutto, i carabinieri che condussero l’indagine rimasero scioccati, qualcuno vomitò a più riprese davanti a quella macelleria. Lui imbiancò tutte le pareti, e ogni mercoledì per 10 anni è andato in visita alla figlia in carcere. Nessuna intervista, massima discrezione, un dolore vissuto lontano dai giornalisti. Nelle carte dell’indagine che Repubblica cita si legge che qualche volta si è chiesto “Dove ho sbagliato?”.

Erika è pronta a uscire. Chi l’ha incontrata in questi anni dice che ripete: “Voglio una vita normale, devo ricostruire, devo recuperare il tempo. E quando sarò fuori, voglio una famiglia e dei figli”. Due anni fa si è laureata in filosofia, il padre sempre presente le ha portato dei fiori per premiare il 110 e lode. La nonna Giuliana, madre di Susy, disse: “Erika è cambiata, è più tranquilla. È migliore. Una bellissima ragazza, e mio genero è un uomo eccezionale”.

Erika così giovane e carina, così maledetta, ha attirato ammiratori da ogni lato del Paese: per anni ha ricevuto lettere appassionate in carcere e a qualcuno ha risposto. “Perdonatemi, la mia vita è finita, però provo emozioni e non sono pazza. Perdonami, angioletto mio, ti voglio bene, quella sera dovevo bere io il veleno nel succo di frutta che maledettamente avevo preparato per te”. Così scrisse a un amico riferendosi al fratellino Gianluca, che prima aveva tentato di avvelenare, poi di affogare nella vasca da bagno, e che infine uccise a coltellate.

Di Omar invece non sa più nulla: non si sono più cercati, lui da un anno è libero, ha finito la sua pena e fa il giardiniere. Uscito dal carcere ha detto: “Erika mi è indifferente, non esiste più”, chiedendo di essere dimenticato.

Negli anni Erika ha studiato, ora lavora in carcere nella cooperativa interna specializzata in imballaggi. Qualche foto è stata pubblicata dai giornali nel 2006 durante una partita di pallavolo, l’unica volta che è uscita dal carcere. Un delitto, quello di Novi Ligure, che non ha un movente preciso. Nel 2006 Erika non ha ottenuto la libertà condizionale. Secondo il giudice non si è mai ravveduta.