Farmaco che affama le cellule tumorali forse svolta nella cura del tumore al cervello

Gli scienziati dell'Imperial College London hanno condotto dei test su topi affetti da glioblastoma (GBM), una delle forme più aggressive di cancro al cervello.

di Caterina Galloni
Pubblicato il 3 Luglio 2022 - 17:00
Farmaco tumore al cervello

Farmaco che affama le cellule tumorali forse svolta nella cura del tumore al cervello (foto ANSA)

Un farmaco che affama le cellule tumorali potrebbe essere, dopo venti anni, la prima svolta nella cura del tumore al cervello.

Farmaco che priva di arginina forse svolta nella cura del tumore al cervello

Secondo quanto riportato dal Daily Mail gli scienziati dell’Imperial College London hanno condotto dei test su topi affetti da glioblastoma (GBM), una delle forme più aggressive di cancro al cervello. Hanno somministrato ai roditori un farmaco sperimentale che li ha privati dell’arginina che i tumori sfruttano per proliferare.

I topi testati sono vissuti per circa 47 giorni, quasi il doppio (27 giorni) di quelli a cui non è stato somministrato nulla. Per fare un confronto, i topi sottoposti a radioterapia hanno vissuto in media 37 giorni.

Quando il farmaco è stato combinato con la radioterapia, tutti i topi sono andati in remissione e prima di morire hanno vissuto senza cancro per circa un anno.

L’autore dello studio, Tim Crook, consulente in oncologia medica presso il Cromwell Hospital, ha dichiarato: “Ci aspettiamo che il nostro lavoro cambi il trattamento del GBM e diventi un nuovo standard di cura per questa malattia devastante”.

Cos’è il glioblastoma

Tom Parker, il cantante della boy band britannica The Wanted, è morto a marzo dopo una battaglia di 18 mesi contro il glioblastoma al quarto stadio. Dopo la diagnosi affermò di essere “scioccato” dalle limitate opzioni di cura per il GBM e che erano necessari dei “notevoli miglioramenti”.

Questo tipo di cancro, che ogni anno colpisce circa 2.000 persone in Inghilterra e 12.000 americani, è ancora curato nello stesso modo dei primi anni 2000. I pazienti di solito subiscono un intervento chirurgico per rimuovere il tumore quanto è più possibile. In seguito vengono sottoposti a radiazioni quotidiane e assumono farmaci chemioterapici per circa sei settimane, dopodiché i farmaci vengono ridotti.

Le radiazioni possono essere utilizzate per distruggere ulteriori cellule tumorali e curare chi non può essere sottoposto a un intervento chirurgico.

Il GBM è uno dei tumori cerebrali più aggressivi e può raddoppiare di dimensioni in sole sette settimane. Per fare un confronto, i tumori polmonari con rapida crescita per raggiungere il doppio delle dimensioni impiegano 14 settimane.

Alcune persone vanno in remissione: i sintomi si attenuano o scompaiono per un certo tempo. Ma il cancro spesso cresce nuovamente. L’arginina incoraggia la proliferazione delle cellule cancerose.

Viene inoltre utilizzato dalle cellule che sopprimono il sistema immunitario, le cellule soppressorie che soffocano le cellule T in grado di rintracciare e distruggere le cellule cancerose. Per questo motivo, il team guidato da Nelofer Syed, era convinto che prendendo di mira l’arginina avrebbe fermato la crescita dei tumori del glioblastoma.

I risultati dello studio

I risultati, pubblicati sul Journal of Clinical Investigation, indicano che privare i tumori dell’arginina potrebbe essere una nuova strategia antitumorale.

I ricercatori esploreranno ora ulteriori studi utilizzando ADI-PEG20 su un diverso insieme di tumori GBM. Se avranno successo, tutti i pazienti con questo tipo di cancro aggressivo potrebbero essere curati con il farmaco, hanno detto.

Il team spera di testare il farmaco sugli esseri umani per scoprire se funziona altrettanto bene che sui topi.

Hugh Adams, del Brain Tumor Research, che ha finanziato la ricerca, ha dichiarato: “E’ una scoperta significativa ed entusiasmante. C’è urgente bisogno di nuovi approcci per la cura del GBM che, nella maggior parte dei casi, è letale. In venti anni non ci sono stati miglioramenti alle opzioni di cura per questo tipo di tumore”.