Fine del mondo tra 5 e 6 giugno? Non c’entrano i Maya… “Venere porta sfiga”

Pubblicato il 5 Giugno 2012 19:28 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2012 19:31

Venere davanti al Sole nel 2004

ROMA – In un primo momento le bizzarre teorie di un’archeologa, Maria Longhena, profetizzavano come data per la fine del mondo la notte a cavallo tra il 5 ed il 6 giugno, in concomitanza del passaggio di Venere davanti al Sole. Data in cui finisce anche il ciclo calendariale dei Maya. Ma niente fine del mondo anticipata, la data fatidica resta quella, quell’ormai noto 21 dicembre 2012, profetizzato dai Maya.

Ma c’è un particolare relativo al passaggio di Venere davanti al Sole: porta male. Il fenomeno si ripete per due volte a distanza di otto anni, ogni 105 anni, e fin dalla sua scoperta nel 1639 è stato associato alla sfortuna, fin da quando il suo scopritore, Jeremiah Horrocks, morì giovanissimo a 22 anni, appena due anni dopo la scoperta. A contribuire alla sinistra fama c’è poi la storia dell’astronomo francese Guillaume Le Gentil, che per rispondere alla chiamata di Edmond Halley nel 1716 si recò in India ad osservare il fenomeno senza riuscirci a causa del brutto tempo. Caparbio restò in India altri otto anni ad attendere il secondo passaggio, ma anche allora fu beffato dalle nuvole. Al suo ritorno in Francia la moglie lo aveva dato morto, si era risposata e insieme al nuovo marito aveva dilapidato il patrimonio dell’astronomo.

Più fortunato il capitano Cook, che di ritorno da una spedizione a tahiti per osservare il fenomeno “scoprì” l’Australia e la Nuova Zelanda. Quella animata da Halley fu la prima missione d’osservazione spaziale multinazionale, intrapresa per triangolare la distanza dei corpi celesti da punti diversi della terra in modo da ricavare con precisione la distanza tra i diversi pianeti e quindi anche la dimensione del nostro sistema solare. Si misero allora in osservazione 120 astronomi di molti paesi, un numero impressionante per l’epoca.

Come spesso accade in occasioni del genere c’è già una discreta fila di profeti del malaugurio che hanno fatto la gara per associare il transito di Venere ad ogni genere di disgrazia, gara per il momento vinta dall’astronomo belga Patrick Geryl, che ha affermato che il transito del pianeta conferma la fine del mondo, prenotata però per il 21 dicembre 2012.