Hawking ritratta: “Nella creazione dell’universo Dio non c’entra. Si tratta solo di una conseguenza di leggi fisiche”

Pubblicato il 2 Settembre 2010 19:32 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2010 19:32

Stephen Hawking

Lo scienziato britannico Stephen Hawking fa marcia indietro, e come la maggior parte dei suoi colleghi annulla la divinità dall’orizzonte della creazione dell’universo: “Dio non è necessario a spiegare il big bang. Tutto può essere nato dal nulla, afferma nel suo ultimo libro ‘The Grand Desig’ (Il progetto grandioso), di cui il Times pubblica alcuni brani.

“Poiché esistono leggi come quella della gravità – sostiene il matematico nel libro di cui è coautore il fisico americano Leonard Mlodinow – l’universo può essere stato creato dal nulla”. Basandosi sulla probabilità che esistano altri pianeti e addirittura altri universi simili alla terra, lo scienziato britannico sostiene che se Dio avesse voluto creare l’universo per l’uomo avrebbe potuto evitare di creare anche tutto il resto.

Ecco così saltare la precedente teoria di Hawking, espressa nella ‘Breve storia del tempo’, secondo la quale l’esistenza di un Dio creatore non contraddiceva la comprensione scientifica dell’universo. “Se arrivassimo a scoprire una teoria completa sarebbe il trionfo definitivo della ragione umana perché conosceremmo la mente di Dio”, aveva scritto nel 1998.