“I danni del terremoto in Emilia? Colpa degli edifici, non del terreno”: sismologo Cnr

Pubblicato il 4 Giugno 2012 14:10 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2012 14:34

MILANO – I danni verificatisi agli edifici delle zone colpite dal terremoto in Emilia non dipendono dal terreno, ma dagli edifici, cioe’ da come sono stati costruiti e dal rispetto o meno delle leggi antisismiche: e’ questa la conclusione cui e’ giunto Marco Mucciarelli, docente di Sismologia presso l’universita’ della Basilicata che collabora con il Cnr, che ha monitorato i danni agli edifici in tutti i paesi dell’area dell’epicentro del sisma.

”Rispetto ad altri terremoti, come quello dell’Aquila – spiega – in cui c’era stata una risposta molto variabile del terreno da una zona all’altra dell’area, e che ha aggravato ulteriormente i danni in edifici anche ben costruiti, per l’Emilia la situazione e’ diversa. Abbiamo riscontrato sul terreno della pianura padana una risposta molto uniforme”. Il che significa che i danni subiti ”dipendono dallo stato dell’edificio. E il fatto che molti abbiano subito danni gravi, induce a pensare che siano stati costruiti male”.

A incidere sulla stabilita’ degli edifici c’e’ anche il prolungarsi delle scosse. ”La prima scossa ha lesionato alcuni edifici in modo visibile e altri in modo non evidente – continua Mucciarelli – Le altre scosse hanno quindi trovato degli edifici indeboliti dalla prima scossa. E’ per questo che a Mirandola e Novi hanno prodotto piu’ danni, mentre nell’area del ferrarese, dove le ultime scosse sono state meno sentite, sono stati minori”.

Per quanto riguarda la liquefazione del terreno, cioe’ le miscele di acqua e sabbia salite in superficie dal terreno, ”abbiamo rilevato che si e’ verificata solo nel primo episodio sismico – conclude l’esperto – e si e’ trattato di un evento molto direzionato. Cioe’ tutti i punti di liquefazione sono allineati e vicini tra loro. C’e’ quindi da capire se la colpa sta nella deviazione del fiume Reno, che ha lasciato dei sedimenti sul suo letto, o se vi sono altri terreni con lo stesso problema. Su questo la regione Emilia Romagna sta effettuando dei campionamenti”.