IceCube completato: in Antartide il più grande cacciatore di neutrini al mondo

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 5 Gennaio 2011 10:17 | Ultimo aggiornamento: 1 Agosto 2011 20:29

IceCube

La costruzione di IceCube, il nuovo strumento per l’indagine dell’universo, è stata completata in Antartide. Il più grande rivelatore del mondo di neutrini, ossia delle particelle più abbondanti e inafferrabili dell’universo, è un osservatorio dal valore di 270 milioni di dollari, i cui rivelatori affondano nei ghiacci perenni per una profondità di 2,5 chilometri.

IceCube, che dovrebbe essere in grado di lavorare a regime in aprile, è il frutto di una collaborazione internazionale guidata dagli Stati Uniti e che riunisce 46 istituzioni di 9 Paesi (Usa, Giappone, Canada, Nuova Zelanda, Svizzera, Svezia, Germania, Belgio e Gran Bretagna). Il cuore dell’osservatorio comprende oltre 5.000 rivelatori grandi come palloni da basket, organizzati in 86 serie di 60 e disposti all’interno di un chilometro cubo di ghiaccio.

Il loro compito è riuscire a intercettare i neutrini carichi di energia sprigionati da eventi cosmici violenti come l’esplosione di supernovae e lampi gamma. Afferrare queste particelle è particolarmente difficile perché sono elettricamente neutre e non interagiscono con la materia. Riuscire a catturare e a studiare il comportamento dei neutrini potrebbe aiutare a spiegare processi come quelli che portano alla morte delle stelle.

Se nella sua corsa attraverso il ghiaccio un neutrino dovesse imbattersi in un atomo, si avrebbe una piccola esplosione di particelle chiamate muoni, che illuminerebbero il ghiaccio trasparente con un piccolo lampo luminoso. I rivelatori sarebbero anche in grado di individuare l’origine dei neutrini.

Le potenzialità di IceCube riguardano anche lo studio della materia oscura, la componente invisibile dell’universo: sarebbe in grado di rivelare le WIMPs, particelle che trasportano l’interazione debole e che secondo alcuni modelli sono prodotte nel nucleo del Sole. Il rivelamento di questi aprticolari neutrini potrebbe costituire la prima evidenza diretta di presenza di materia oscura nel nostro universo.