Inchiesta G8: Card. Sepe ha passaporto del Vaticano, potrebbe avvalersi dell’immunità diplomatica

Pubblicato il 20 Giugno 2010 10:53 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2010 10:59

Crescenzio Sepe

L’arcivescovo di Napoli, card. Crescenzio Sepe, indagato con Pietro Lunardi nell’inchiesta sulla cricca di “appaltopoli”, possiede un passaporto diplomatico della Santa Sede. E’ prassi infatti di darlo a tutti quei porporati che ne facciano richiesta: il cardinale già ne era titolare quando era Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ex Propaganda Fide, in quanto “ministro” della Santa Sede. Poi lo aveva restituito e ne aveva ricevuto un altro come arcivescovo di Napoli.

Nei giorni scorsi, il cardinale Sepe aveva annunciato di essere pronto a collaborare con i magistrati: doveva pero è essere semplicemente ascoltato come “persona informata sui fatti” nell’ambito dell’inchiesta sui grandi appalti e in particolare sull’appartamento di Via Giulia che Guido Bertolaso aveva avuto grazie, a sui dire, a una raccomandazione del porporato. Ora il quadro giudiziario è mutato, in quanto Sepe è indagato per corruzione. Non si sa, al momento, se voglia avvalersi o meno dell’immunità diplomatica, tuttavia fonti vaticane hanno ribadito anche ieri sera che il cardinale collaborerà con i giudici italiani.