Combatti l’inquinamento luminoso: guarda il cielo e partecipa a “Globe at night”

Pubblicato il 25 Marzo 2011 7:58 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2011 13:28

ROMA – Il “Globe at night. Meno luce artificiale per più stelle nel cielo: risparmiamo energia, salviamo il nostro cielo notturno” è giunto ormai alla sua sesta edizione: anche quest’anno sarà possibile per tutti trasformarsi in astronomi e contribuire alla mappatura dell’inquinamento luminoso nelle nostre città, che limita la visione delle stelle nel cielo ad “appena” un centinaio, contro le migliaia visibili a occhio nude nelle aree dove l’illuminazione non “oscura” la notte.

Partecipare è semplice: dal 22 marzo al 4 aprile per l’emisfero boreale e dal 24 marzo al 6 aprile per quello australe sarà sufficiente alzare gli occhi e cercare le stelle di riferimento nel cielo, che variano tra i due emisferi. Le osservazioni vanno effettuate dalle ore 20 alle 22, se vi trovate nell’emisfero boreale la costellazione di riferimento è quella di Orione, mentre per il cielo australe sarà necessario riferirsi alla costellazione del Leone o cercare la Croce del Sud.

Poi sarà sufficiente confrontare la luminosità osservata con quella delle mappe di magnitudine fornite dal sito che supporta l’iniziativa e riferire quindi i dati della propria osservazione, che sarà confrontabile con le migliaia di dati forniti dagli altri “astronomi per una sera” nel mondo, non dimenticando di specificare latitudine e longitudine in cui vi trovate.

Difficoltà a consultare le mappe del cielo? Munitevi di smartphone dell’apposita app, che vi rivelerà non solo le vostre coordinate geografiche e vi aiuterà nell’osservazione, ma vi permetterà di inviare i dati raccolti in tempo reale. Altra soluzione sarà quella di scaricare dal sito di ‘Globe at night’ una guida audio di 10 minuti o un powerpoint con tutte le istruzioni in maggior dettaglio.

L’inquinamento luminoso è un fenomeno che dilaga nelle città, dove ormai lo spettacolo delle luci stellari ha lasciato il posto a strade illuminate e insegne che oscurano le bellezze del cielo, e sempre più coloro che abbandonano le caotiche città per la campagna si rendono conto di non aver mai osservato realmente il cielo stellato.

Oltre all’aspetto ‘romantico’ della questione, va considerato che l’inquinamento, in quanto tale, comporta conseguenze anche serie su molti fronti come la salute, gli effetti sull’ambiente e sugli equilibri della fauna, la sicurezza e ancora un uso eccessivo e dispendioso dell’energia, che ha ripercussioni anche in campo economico.

Il direttore del progetto Connie Walker ha osservato che “monitorare il cielo notturno con l’aiuto degli scienziati-cittadini è preziosa per individuare le aree dove i bagliori della luce non schermati possono essere pericolosi per la salute e dove ci sono sprechi di energia – ed ha aggiunto – L’osservazione richiede solo pochi minuti a famiglia per misurare la luminosità del cielo”.

Le informazioni del progetto permetteranno quindi di identificare le “oasi del cielo”, luoghi ideali per osservare ed ammirare il cielo notturno, ma offriranno anche la possibilità di risparmiare energia, aumentare la sicurezza e proteggere la salute dei cittadini. Alzare gli occhi al cielo ed osservarlo per qualche minuto sarà sufficiente per divenire “astronomi per una notte”, ma un gesto importante per preservare la nostra salute in un modo divertente e che difficilmente deluderà lo “spettatore”.