Intercettazioni, a Milano Bruti Liberati taglia tempi e costi: non più di 10 euro al giorno

Pubblicato il 19 Novembre 2010 11:02 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2010 11:07

Meno soldi per le intercettazioni e tempi ridotti: alla terza proroga, anzi, informare il capo. Sono queste le “regole” del procuratore Edmondo Bruti Liberati che ha imposto nel suo ufficio di Milano anche un “equo” turn over delle ditte private che prendono gli incarichi.

Se Milano spendeva 22 euro al giorno per utenza intercettata ora dovrà spenderne «in 10 euro giornalieri per bersaglio, più Iva, un limite massimo». Secondo quanto scrivono Luigi Ferrarella  e Giuseppe Guastella sul Corriere della Sera con una circolare agli 80 magistrati che lavorano con lui il procuratore divenuto noto alla cronaca ultimamente per il caso Ruby-Berlusconi ha deciso una sforbiciata sulle intercettazioni, considerate però strumento «essenziale e imprescindibile» ma «fortemente invasivo rispetto alla vita privata delle persone», e dunque da usare «nei casi di effettiva necessità».

Così è dunque per lui «opportuno invitare» ogni magistrato a «previamente comunicare» al procuratore aggiunto del pool di riferimento «le richieste di proroga a partire dalla terza» in generale e dalla quarta per la mafia (a Palermo è dopo l’ottava, a Roma niente spiega il Corriere della Sera).

Inoltre in attesa di «elaborare un “codice etico” per assicurare massima trasparenza» sulla proprietà delle imprese, «allo scopo di garantire nel modo più equo possibile la distribuzione degli incarichi con le ditte che notoriamente ormai da anni collaborano», ogni pm sarà «tenuto a rispettare, nei limiti del possibile e delle effettive esigenze tecniche, una adeguata turnazione tra le varie ditte» sulla base «di una pluralità di preventivi acquisiti tramite la Polizia Giudiziaria».