Un quindicenne su cinque in Italia è semianalfabeta, i dati della Commissione Ue

Pubblicato il 3 Febbraio 2011 14:25 | Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2011 14:25

In Italia un ragazzo di 15 anni su cinque è semianalfabeta. Secondo l’allarme lanciato dalla Commissione europea non ha “le capacità fondamentali di lettura e di scrittura”.

Il 21 per cento di quindicenni nel nostro paese ha “scarsi risultati in lettura”. Si tratta di ragazzi “in grado di svolgere soltanto gli esercizi di lettura meno complessi come individuare una singola informazione, identificare il tema principale di un testo, o fare un semplice collegamento con la conoscenza di tutti i giorni”. Diversi sono i dati negli altri Paese: Danimarca (15,2 per cento), Olanda e Svezia sono molto vicini all’obiettivo del 15 per cento, in Francia (19,8 per cento), Germania (18,5), Regno Unito (18,4), Spagna (19,6 per cento) e Portogallo (17,6 per cento).

L’istituzione a Bruxelles “per contribuire a risolvere il problema, ha istituito un gruppo di esperti indipendenti con l’incarico di individuare metodi per migliorare i livelli di alfabetizzazione”. Così ha scoperto che il tasso di analfabetismo si ripercuote sul futuro, perché rende “più ardua la ricerca di un lavoro e li pone a rischio di esclusione sociale”.

A presiedere il gruppo che ha condotto lo studio è la principessa Laurentien dei Paesi Bassi, inviata speciale in tema di “Alfabetizzazione per lo sviluppo” per l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (Unisco). “Questa iniziativa Laurentien contribuirà a sfatare il tabù che persiste a tutt’oggi. L’analfabetismo – spiega – ostacola la crescita economica e l’integrazione. Affrontando il problema dell’analfabetismo, possiamo anche contribuire a soluzioni in una vasta gamma di altri settori, quali povertà, occupabilità e condizioni sane di vita. Insieme agli esperti, speriamo di fornire un quadro chiaro delle questioni da affrontare e in che modo l’alfabetizzazione può aiutarci a creare economie forti e competitive e società sane all’interno dell’Ue”, ha spiegato.