Lamezia Terme: folla ai funerali dei sette ciclisti morti. Ma la cerimonia è “sconsigliata” ai marocchini

Pubblicato il 7 Dicembre 2010 9:31 | Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre 2010 12:32

E’ iniziata con un lungo applauso, in uno stadio D’Ippolito gremito da migliaia di persone, la cerimonia funebre collettiva dei sette ciclisti travolti e uccisi domenica scorsa da un giovane extracomunitario a bordo di un’auto sulla statale 18 a Lamezia Terme. I feretri sono stati portati a spalla, preceduti da un gruppo di ciclisti che hanno fatto ala fino all’arrivo sul palco verde dove sono state sistemate le bare. Scene strazianti all’arrivo dei parenti delle vittime che sono assistiti dal personale della Croce Rossa e delle organizzazioni di soccorso. Presenti nello stadio numerose scolaresche e molti cittadini, tanti gonfaloni delle principali istituzioni locali e regionali, di associazioni e istituti scolastici. Tra tutti il gagliardetto della scuola media Giovanni Nicotera dove insegnava una delle vittime, Fortunato Bernardi.

Presente anche la squadra del Cosenza Calcio in cui gioca uno dei figli di Bernardi, Alessandro. Sulle reti che delimitano il rettangolo verde anche un grande striscione con su scritto ”Vi hanno strappato dalla terra nessuno vi strappera’ dai nostri cuori”. La messa e’ celebrata dal vescovo di Lamezia Terme, mons. Luigi Cantafora, coadiuvato dai sacerdoti delle parrocchie delle zone di residenza delle vittime e da altri religiosi della diocesi.

Finché, domenica mattina, i loro destini non hanno incrociato quello di del giovane marocchino Chafik El Ketani, 21 anni, l’uomo al volante della mercedes assassina, arrestato per omicidio colposo plurimo aggravato dall’assunzione di cannabis. L’intera comunità marocchina di venditori ambulanti, circa duemila persone, ha subito manifestato la volontà di partecipare ai funerali per stringersi accanto alle famiglie dei ciclisti. Ma la Questura le ha sconsigliato di esserci, stamattina.

“Siamo vicini alle famiglie delle vittime – ha fatto sapere in serata la comunità marocchina – anche se le condizioni della grande disgrazia non ci permetteranno di essere presenti ai funerali. Ci teniamo a informare che domani ci uniremo in preghiera per commemorare e ricordare la vita spezzata di questi nostri fratelli”.