Lampedusa, migliaia di tunisini in rivolta: “Abbiamo fame e sete”. La San Marco imbarca 550 immigrati verso Taranto

Pubblicato il 25 Marzo 2011 15:00 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2011 22:03

LAMPEDUSA – Situazione infuocata a Lampedusa: migliaia di tunisi sono in rivolta al grido di “abbiamo fame”. Sono gli stessi che per giorni stavano accampati davanti alla banchina del porto e alla collinetta sovrastante. Hanno fame, chiedono cibo, acqua, sigarette e generi di conforto. Protestano, poi assaltano il container con i sacchetti del cibo.

Arrivano però altri profughi nel lazzaretto Lampedusa, dalla Libia:  un peschereccio partito da Tripoli in difficoltà è stato intercettato dalla Guardia costiera. La nave San Marco è rimasta in stallo tutta la giornata al porto di Lampedusa in attesa di imbarcare altri immigrati. Poi nella prima serata ha preso a bordo circa 550 immigrati avendo sciolto il nodo sulla destinazione finale, che – secondo quanto è stato possibile apprendere – sarebbe Taranto. Gli immigrati dovrebbero essere poi ospitati nella tendopoli che i vigili del fuoco stanno allestendo a Manduria.

Sono 494 i migranti che hanno raggiunto nelle ultime 24 ore Lampedusa secondo i dati aggiornati dalla Guardia costiera questa mattina. L’ultimo arrivo la scorsa notte è stato quello di 84 tunisini che erano a bordo di uno scafo in legno soccorso congiutamente da Guardia costiera e Guardia di finanza.

Sono in tutto 4000 gli immigrati attualmente presenti a Lampedusa. Dei tunisini, 2.500 sono alloggiati nel Cie, 220 in una struttura messa a disposizione dalla parrocchia di San Gerlando, mentre i rimanenti si dividono tra la stazione marittima del porto e le tende di fortuna sparpagliate ovunque nell’isola. Dopo un sopralluogo effettuato questa mattina, anche la base Loran, usata precedentemente dalla Nato, da oggi verrà adibita al ricovero di circa 200 immigrati.

Governo tunisino si impegna a bloccare le partenze verso l’Italia. Intanto il governo tunisino, a seguito di un incontro istituzionale con i ministri degli Interni e degli Esteri, Roberto Maroni e Franco Frattini, si sarebbe impegnato a bloccare le partenze di tunisini verso Lampedusa. A riferirlo sono stati gli stessi Maroni e Frattini dopo i colloqui con il primo ministro Caid Essebsi e con i ministri dell’Interno e degli Esteri del paese nordafricano. L’Italia fornirà in cambio mezzi, addestramento e una linea di credito per 150 milioni di euro.

“Abbiamo chiesto al governo tunisino – ha spiegato Maroni – di rafforzare i controlli marittimi: è una preoccupazione ben presente in loro, ci hanno detto che intensificheranno la vigilanza”. E’, ha aggiunto, “un risultato positivo e incoraggiante che, se sarà seguito da fatti concreti, potrà bloccare i flussi che in due mesi e mezzo hanno portato 15.700 tunisini a Lampedusa”.

Maroni: profughi in tutte le regioni tranne in Abruzzo. Il piano per accogliere eventuali 50mila profughi in fuga dalla Libia “è pronto e lunedì lo consegneremo al presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani”. Lo annuncia il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in visita a Tunisi insieme al ministro degli Esteri, Franco Frattini.

“Non ci sono – chiarisce Maroni – regioni esentate, anche se nessuno vuole i profughi. Solo l’Abruzzo, alle prese con il post-terremoto, non parteciperà al piano. La distribuzione dei migranti sarà equa”.

Le nuove immagini degli arrivi dei migranti a Lampedusa (fonte Lapresse):