Lecce: le “Brigate del Mezzogiorno” minacciano Berlusconi, Vendola e D’Alema

Pubblicato il 3 Maggio 2010 14:57 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2010 15:27

passamontagnaUn messaggio di minacce firmato “Brigate del Mezzogiorno” è stato trovato in un cestino dei rifiuti a Lecce. Il biglietto era indirizzato ad alcuni esponenti politici locali e nazionali e li minacciava di morte: tra gli altri, sono citati Berlusconi, Vendola, D’Alema e Capezzone

La telefonata per indicare il luogo dove si trovava il messaggio è stata fatta intorno alle 13 da un uomo alla redazione leccese dell’emittente televisiva pugliese Telenorba.

Questo è il sesto volantino fatto trovare dalle “Brigate del Mezzogiorno”. Il primo conteneva minacce nei confronti del ministro Raffaele Fitto, e di suo zio, Antonio Fitto, sindaco di Maglie (Lecce), e fu fatto trovare tre settimane fa ai militari della guardia di finanza di Maglie.

Delle indagini e dei rilievi si sta occupando la polizia: secondo gli investigatori, il volantino di oggi è il primo nel quale si fa un esplicito riferimento alla possibilità di ricorso alle armi per mettere in atto le minacce.

Il telefonista ha detto alla redazione leccese di Telenorba solo poche parole per informare della presenza del messaggio.

“Se il Governo – è scritto – non andrà a casa entro la fine di giugno, agiremo di conseguenza con i nostri addestratori scelti e senza far male agli uomini delle scorte e delle forze dell’ordine, che fanno il loro dovere e perdono la vita per difendere la vita dei politici mafiosi. Non colpiremo i magistrati”. E ancora: “Non siamo le Brigate Rosse sanguinarie perché anche loro erano politicizzate”.

Sul primo foglio c’é il disegno delle regioni che compongono il Mezzogiorno. Sulla prima pagina, inoltre, vengono indicati i messaggi precedentemente inviati. Oltre al primo contro Fitto, lasciato a Maglie, sempre in un cestino dei rifiuti, ce ne sono stati nelle scorse settimane uno fatto trovare al “Nuovo Quotidiano di Puglia” e uno a “Canale 8”, entrambi organi di informazione salentini.