Concia, tangenti e festini: bufera sulla Lega, coinvolto anche il senatore Alberto Filippi

Pubblicato il 15 Settembre 2010 19:35 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2010 19:35

Lega, concia e tangenti. Un trittico che fa finire nella bufera il Carroccio. La trasmissione di Rai3 Presadiretta, condotta domenica sera da Riccardo Iacona, ha infatti rilanciato lo scandalo della concia, già più colte denunciato dal Corriere del Veneto. Si tratta del procedimento aperto dalla procura di Vicenza su circa 180 imprenditori del distretto del Chiampo che avrebbero evaso il fisco, talvolta con la complicità della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate locali.

Coinvolto anche il senatore vicentino della Lega Alberto Filippi, dipinto dal programma di Rai3 come l’imprenditore più attivo nel sistema delle sponsorizzazioni di ritorno, con il quale sosteneva la squadra del calcio a 5 “Grifo” di Andrea Ghiotto, il faccendiere indagato e già arrestato: “Primo non mi risulta di essere indagato per questa vicenda. Secondo: querelerò il programma e spero di ottenere un risaricimento esemplare, che volete che sia non pagare le tasse?”, replica Filippi.

Nell’inchiesta, definita “Dirty Leather” (pelle sporca) spuntarono nei primi giorni di luglio, una serie di filmati “privati” su incontri compromettenti e festini con “veline” e ragazze-immagine.

L’inchiesta si sarebbe già imbattuta in altri filmati, quantomeno imbarazzanti, che sarebbero stati girati dall’imprenditore Andrea Ghiotto in una suite dell’Hotel Principe di Trieste durante alcune feste con veline e ragazze-immagine. In un’occasione avrebbe partecipato anche Barbara Montereale, una delle ragazze che rivelò di aver trascorso una serata a palazzo Grazioli nella residenza del premier Silvio Berlusconi.

Fra gli indagati ci sono anche il fratello e la madre dell’attuale vicesindaco di Arzignano in quota Lega, Massimo Signorin che si difende: “Con i soldi delle tasse dei nostri cittadini abbiamo mantenuto più di qualche comune in giro. Noi le abbiamo pagate le tasse e il Sud continua a spennarci ancora adesso. A noi non restano nemmeno i soldi per asfaltare le strade”.

Il segretario locale della Lega, Giulia Danese, terzista della concia, ha spiegato così le ragioni del sistema: “La crisi, la concorrenza della Cina e il cambio euro-dollaro ci hanno fatto perdere competitività e si è arrivati a fare cose che non si dovevano fare”.

E’ molto sorpreso invece il procuratore di Vicenza Ivano Nelson Salvarani, per il comportamento omertoso di chi non era coinvolto: “Non c’è stata indignazione da parte della gente. In questi casi ci dovrebbe essere una rivolta vera da parte della società civile, da parte degli ordini professionali e delle associazioni di categoria. Non ho visto neppure una presa di posizione della politica”.