Niente licenziamento se il richiamo arriva dopo due mesi, parola della Cassazione

Pubblicato il 22 Febbraio 2011 21:30 | Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2011 21:30

ROMA – Se il richiamo arriva troppo tardi, ovvero dopo più di due mesi, il licenziamento è illegittimo. Lo stabilisce la Corte di Cassazione nella sentenza n. 3043 dell’8 febbraio.

La tempestività nella contestazione disciplinare è fondamentale perché condizione fondamentale secondo quanto regolato dall’articolo 7 dello Statuto dei diritti dei lavoratori, legge n. 300/1970.

Quindi se il capo è veloce a richiamare un dipendente può buttarlo fuori, altrimenti no. Il principio evocato dalla Cassazione è quello di immediatezza.

Come sottolinea il Sole 24 Ore “la ratio del principio di immediatezza nella formulazione degli addebiti risiede nell’obbligo di osservare le regole di correttezza e buona fede nella gestione del rapporto di lavoro, da cui deriva, precisano i giudici, che non è consentito ritardare la contestazione disciplinare per rendere difficile la difesa del dipendente o di prolungare lo stato di incertezza sulla sorte del rapporto”