Madoff dei Parioli, Doni gli diede 32 mila euro. Ma gli avvocati di Lande: “I truffati conoscevano i rischi”

Pubblicato il 5 Aprile 2011 18:20 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2011 18:30

ROMA – Aveva versato una cifra di 32 mila euro per diversificare i propri investimenti, ma anche lui è stato truffato: questa la somma che il portiere della Roma, Alexander Doni, ha versato tre anni fa nelle casse della finanziaria della “Roma bene” guidata da Gianfranco Lande, ormai soprannominato il “Madoff dei Parioli”, e responsabile secondo la Procura capitolina di truffe per 170 milioni di euro. Il portiere brasiliano si affiderà adesso a un avvocato di fiducia per capire dove siano finiti i propri soldi.

Eppure, sostiene la difesa di Lande, i clienti della Egp-Italia erano a conoscenza dei rischi, perdita di profitti ed anche di parte del capitale, legato ai loro investimenti. Sarà questo uno dei temi indicati al tribunale del riesame dall’avvocato Salvatore Sciullo, difensore di Lande, in sede di esame della richiesta di revoca della misura cautelare emessa nei suoi confronti.

Lande, nel frattempo, prosegue lo sciopero della fame per rivendicare la sua estraneità ai fatti ed, in particolare, della compagna Raffaella Raspi, a sua volta detenuta. La donna, secondo Lande, non solo non ha avuto alcun ruolo nella vicenda e non percepiva compensi da mesi, ma addirittura convinse la madre ad investire 200 mila euro nelle sue attività.

Il ricorso è stato presentato il 5 aprile e l’udienza sarà fissata nei i prossimi giorni. Lo stesso collegio competente sulla legittimità della misure restrittive ha intanto rigettato il ricorso presentato da un altro dei cinque arrestati, Roberto Torregiani, presidente della ”Eim”, società collegata alla Egp-Italia, il quale resta in carcere.

Gli inquirenti proseguono ora gli accertamenti nel tentativo di recuperare le somme depositate all’estero dai presunti truffatori. Rogatorie indirizzate ad Irlanda, Gran Bretagna e Bahamas stanno per essere formalizzate dal pm Luca Tescaroli.

I cinque arrestati, oltre a Lande, Torreggiani e Raffaella Raspi anche Giampiero Castellacci di Villanova e Andrea Raspi, saranno risentiti dagli inquirenti in settimana.