Marrazzo, l’uomo innocente e il politico bugiardo

di Lucio Fero
Pubblicato il 20 Aprile 2010 16:51 | Ultimo aggiornamento: 20 Aprile 2010 18:45

Piero Marrazzo

Non facciamo confusione, anche se la confusione è cercata. Piero Marrazzo è per la giustizia, parole della Cassazione alla mano, una vittima e un testimone. Non ha commesso reati, non è un reato la frequentazione compulsiva dei trans e nemmeno l’uso personale della cocaina. Se si tratta di riconfermare quel che ogni persona di buon senso e senza pregiudizi sapeva fin dal primo momento della storia, allora ben venga la riconferma e comprensibile è la pubblica soddisfazione espressa da Marrazzo in più di un’intervista: a termini di legge lui non è colpevole di nessun reato.

Piero Marrazzo però, anzi contemporaneamente, è e resta un politico bugiardo, un uomo pubblico che ha mentito. Non alla famiglia, come ammette, ma questi sono suoi fatti privati su cui nessun giudizio pubblico è lecito. Ha mentito alla pubblica opinione negando esistesse il video, il video che lui sapeva esistere perché con quel video lo stavano ricattando e perché quel video Marrazzo stava tentando di ricomprare accettando, cercando anche la consulenza di Berlusconi sulle modalità del “recupero”. Ha mentito agli elettori perché ha pensato fino a che ha potuto di ricandidarsi alle elezioni pur sapendo che era sotto ricatto e pur sapendo che molti, anche e soprattutto gli avversari politici, sapevano del ricatto, del video e della sua, parole sue “umana debolezza”.

Non è il caso di far confusione tra un uomo privato innocente di reati e un uomo pubblico colpevole di menzogna. Sono cose diverse, convivono in Marrazzo e devono convivere anche nel vero racconto della storia.