Procreazione, studio: il papilloma virus fa impennare gli aborti

Pubblicato il 25 Febbraio 2011 19:56 | Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2011 19:56

ABANO TERME (PADOVA) – Circola silenzioso nella coppia, viaggiando dallo spermatozoo all’ovulo e finisce per danneggiare l’embrione facendo impennare la percentuale di aborti: è il Papilloma virus, finora noto soprattutto per essere la causa del tumore del collo dell’utero. A scoprire questo ruolo è uno studio italiano pubblicato sulla rivista Fertility and Sterility e presentato ad Abano Terme (Padova), nel congresso di medicina della Riproduzione organizzato dalla Societa Italiana di Andrologia Medica e Medicina della Sessualità (Siams).

”E’ la prima dimostrazione che quando, in una coppia, il liquido seminale del partner maschile è positivo, il successo riproduttivo è ad altissimo rischio”, ha detto il coordinatore della ricerca, il ginecologo Antonio Perino, dell’università di Palermo. ”Attualmente – ha osservato – la ricerca del Papilloma virus non è prevista nei protocolli internazionale per il controllo del liquido seminale che devono essere fatti di routine prima di un intervento di fecondazione assistita”.

I nuovi dati, però, potrebbero cambiare radicalmente la situazione. Si propone ancora una volta, poi, il problema di estendere la vaccinazione obbligatoria agli adolescenti maschi. Lo studio è stato condotta su 200 coppie infertili in attesa di fecondazione assistita. ”Abbiamo cercato il virus nell’apparato genitale di coppie infertili e lo abbiamo trovato nel 9% degli uomini e nel 16-17% delle donne”. E’ emerso inoltre che ”le tecniche di preparazione del liquido seminale, che prevedono lavaggi e procedure di preparazione, non riescono ad eliminare il virus”.

Le conseguenze si fanno sentire anche sull’embrione: quando il virus è assente le gravidanze che si ottengono sono nella norma (30%), ma quando c’è ed è veicolato dagli spermatozoi gli aborti aumentano dal 14%-15% al 66%. Se la gravidanza va in porto il Papilloma virus può essere presente nella placenta e nel sangue del cordone ombelicale. ”Nessuno finora aveva pensato che il virus potesse arrivare all’embrione tramite lo spermatozoo”, ha osservato Perina.