Miele, nel mondo se ne consumano 1,9 milioni di tonnellate all’anno. Più di quanto le api ne possano produrre

di Caterina Galloni
Pubblicato il 14 Marzo 2021 7:30 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2021 15:37
Miele, nel mondo se ne consumano 1,9 milioni di tonnellate all'anno. Più di quanto le api ne possano produrre

Miele, nel mondo se ne consumano 1,9 milioni di tonnellate all’anno. Più di quanto le api ne possano produrre (foto Ansa)

Nel mondo si consumano 1,9 milioni di tonnellate di miele all’anno. Se pensate che questo alimento prezioso provenga solo dalle api che ronzano nei campi e nei boschi, non è così.

Apicoltori e scienziati avvertono che viene venduto più miele di quanto le api di tutto il mondo possano produrre. Ipotizzano che molto probabilmente è mischiato a sciroppo di zuccheri vari a buon mercato.

Sul mercato mondiale sembra stia girando una gran quantità di “miele” per un valore superiore a 5 miliardi di euro, e proviene dalla Cina. Gli stabilimenti cinesi di produzione sono lontani dall’idea di apicoltori che si occupano di alveari nei boschi, nelle siepi e nei campi.

Negli ultimi venti anni, la produzione globale è aumentata di quasi il 50%. Nello stesso periodo, anche il numero di alveari d’allevamento è aumentato, ma meno del 30%, secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO).

Miele, Ron Phipps: “È impossibile spiegare l’aumento della produzione globale”

“È impossibile spiegare l’aumento della produzione globale di miele da questo modesto aumento del numero di alveari”, spiega Ron Phipps, vicepresidente della Commissione scientifica sull’economia dell’apicoltura di Apimondia, la Federazione internazionale delle associazioni di apicoltori. “Crediamo che i consumatori siano ingannati: il miele viene adulterato con sciroppo di riso e altri dolcificanti”.

Gli apicoltori avvertono che le importazioni a basso costo minacciano di metterli fuori mercato, il che significa meno api che impollinano colture, fiori selvatici e alberi, con il rischio di disastri ecologici. Il costoso miele di Manuka, che proviene dalla Nuova Zelanda e dall’Australia ed è utilizzato da celebrità come Scarlett Johansson e Gwyneth Paltrow per le proprietà antibatteriche e antinfiammatorie, è stato il primo ad essere nel mirino.

Miele: ogni anno vengono prodotte solo 2.500 tonnellate, ma vengono vendute 10.000 tonnellate

L’intelligence della polizia conferma che i truffatori stanno prendendo di mira i mieli più economici. E gli apicoltori, dall’Europa al Sud America, sostengono che l’adulterazione abbia origine in gran parte in Cina, la più grande nazione produttrice di miele al mondo. Esperti come Ron Phipps, che hanno viaggiato nelle regioni produttrici di miele della Cina, criticano la velocità con cui viene raccolto il miele cinese.

“Il miele non ancora maturo di solito manca del gusto e dell’odore tipici associati al prezioso alimento e ha un eccessivo contenuto di acqua” sostengono Norberto Garcia, fisiologo delle api presso l’Universidad Nacional Del Sur in Argentina, e Stephan Schwarzinger, chimico alimentare presso l’Università di Bayreuth in Germania. “Il contenuto di acqua del miele immaturo deve essere ridotto prima dell’esportazione nelle cosiddette fabbriche di miele che lo filtrano anche per eliminare residui di farmaci veterinari e pesticidi”.

Il miele viene poi generalmente inviato alle fabbriche per essere miscelato con mieli diversi e probabilmente anche con altre sostanze, come lo sciroppo di riso a buon mercato. Alcuni scienziati si chiedono se una simile sostanza possa essere chiamata miele: secondo la definizione legale, deve essere conservata “nei favi per maturare”. In Cina, le fabbriche pubblicizzano online gli adulteranti.

“Sciroppo di fruttosio per miele“, dice un annuncio su Alibaba, sostenendo che può superare i test che segnalano il miele adulterato. Pratiche note alle autorità cinesi che affermano di lavorare duramente per individuarle. Gli scienziati dell’Istituto di ricerca sull’apicoltura di Pechino, parte dell’Accademia cinese di scienze agricole, hanno pubblicato diversi articoli che evidenziano la questione. Uno di questi, pubblicato lo scorso marzo da un team guidato da Lanzhen Chen, ha evidenziato:

“Per ottenere dei profitti più elevati, il miele di alta qualità è sottoposto ad adulterazione dello zucchero”

“Il tutto attraverso l’aggiunta di dolcificanti più economici, come zucchero di canna raffinato, zucchero di barbabietola, zucchero di mais , sciroppo di mais ad alto fruttosio o attraverso la sostituzione di miele di qualità inferiore”.

Come bloccare questa situazione? Una speranza è la risonanza magnetica nucleare (NMR), una tecnologia collaudata che viene adattata per il miele. Identifica la “firma molecolare” di un miele sospetto e la confronta con un database mondiale di altri migliaia. La scorsa estate, Mitchell Weinberg, un investigatore di frodi alimentari con sede a New York, ha messo alla prova il miele della Gran Bretagna. Ha incaricato QSI, un importante laboratorio tedesco, di testare nove barattoli di miele di marca in vendita nei supermercati del Regno Unito utilizzando la tecnologia NMR di Bruker BioSpin, della Bruker corporation con sede negli Stati Uniti, una delle principali società di strumentazione analitica. I risultati di otto dei nove campioni indicavano alterazioni.

Sono etichettati come una miscela di mieli UE e non UE. Secondo le regole del Regno Unito, per questo tipo di prodotto non è obbligatorio mettere i paesi di origine sull’etichetta.

I supermercati e l’industria del miele rifiutano questi risultati, affermano che il loro miele è “puro al 100%” e che il database di Bruker è stato introdotto prima che fosse completamente convalidato e non è ancora “adatto per questo scopo”. Nel 2018, la Commissione europea ha affermato che “una percentuale potenzialmente significativa” di mieli potrebbe essere etichettata in modo errato o adulterata. (Fonte: Daily Mail)