Milano, evade dai domiciliari: “Avevo la testa in disordine, sono andata dal parrucchiere”

Pubblicato il 23 Settembre 2010 12:10 | Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2010 12:10

“Avevo la testa in disordine, sono andata dal parrucchiere”: è quello che si è sentito dire il carabiniere andato a notificare la prima udienza in tribunale a T. G., 47 anni, sposata e con un figlio, ai domiciliari per stalking.

La donna era chiusa in casa da luglio. Da quando, cioè, aveva violato l’obbligo di non avvicinarsi al legale milanese da lei molestato e a sua moglie. E dopo due mesi in casa non ce l’ha più fatta.

Attorno alle 12.45, come lei stessa ha raccontato in aula, è uscita: “Volevo andare dal parrucchiere a sistemarmi… Lo so che ho sbagliato, signor giudice, e chiedo scusa: non so cosa mi è successo, ma era da tempo che non andavo più a mettere a posto i capelli…”. Ma questa “necessità” è costata alla signora una notte di carcere.

Ora la donna è libera, ma con obbligo di firma: ogni giorno uscirà di casa per presentarsi alla stazione dei carabinieri in zona. Senza deviazioni nei saloni di bellezza.