La Milano della peste manzoniana ricostruita grazie alle ossa ritrovate nella necropoli

Pubblicato il 6 Aprile 2011 8:49 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2011 19:54

MILANO – La storia di Milano ricostruita grazie allo studio delle ossa ritrovate nella necropoli, scoperta sotto la chiesa del Policlinico milanese: non siamo sul set di Bones o qualche altro telefilm, ma nel capoluogo lombardo, dove si rivivrà l’atmosfera della peste manzoniana grazie ad un ossario in 3D. Per questo progetto è stato fondamentale l’apporto di Cristina Cattaneo, il medico legale ribattezzato la “Key Scarpetta” di Milano, rimandando al famoso personaggio letterario creato dell’autrice di gialli Patricia Cornwell.

I resti ritrovati risalgono agli anni compresi dal 1400 fino al 1700. Si calcola che siano appartenuti ad almeno 500 mila persone, molti dei quali erano gli abitanti di Milano durante l’epidemia di peste rievocata da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi. Attraverso lo studio delle ossa e grazie ad un’approfondita analisi di tipo genetico e tossicologico, si vuole così scoprire la vita, la morte e le malattie degli abitanti della Milano che fu. Gli studi saranno effettuati da un team multidisciplinare di esperti: ogni singolo resto avrà la sua storia da raccontare e consentirà di far emergere consuetudini, culti, malattie del passato, abitudini alimentari. Inoltre, grazie all’apporto del Politecnico si punta a una ricostruzione in 3D dei corpi ritrovati.

A far riemergere la storia della necropoli di Milano sono stati i ricercatori Francesca Vaglienti e Cristina Cattaneo, dopo uno studio durato tre anni sul Registro dei Morti di Milano. La dottoressa Cattaneo che è intervenuta in misteri e casi di rilevanza nazionale (sua, per esempio, l’autopsia sui resti di Yara Gambirasio) ha dichiarato: «Quello che ora faremo sarà studiare i resti per capire di che malattie queste persone soffrivano, o quali carenze nutrizionali avevano. Le indagini riguarderanno ad esempio i traumi che hanno subito, ma faremo anche indagini genetiche e tossicologiche, per capire che sostanze e farmaci hanno assunto in vita».

La scoperta di questo “patrimonio della memoria” è stata fatta sotto la chiesa di Santa Maria dell’Annunziata dove, grazie alle condizioni climatiche e ambientali favorevoli, si è preservato una sorta di tappeto di ossa dello spessore di almeno 2 metri. Questi sepolcri rappresentano l’unico esempio italiano di necropoli cittadina rinvenuta. Il presidente della Fondazione Policlinico, Giancarlo Cesana, l’ha chiamata una “maratona” nella storia di Milano. E proprio qui è stato inaugurato il progetto con l’attenta partecipazione del cardinale Dionigi Tettamanzi.