Nanotecnologie. Usa e Cina primi al mondo per pubblicazioni: alta la quantità, ma bassa la qualità delle scoperte

Pubblicato il 5 Gennaio 2011 9:28 | Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio 2011 9:42

Stati Uniti e Cina sono al primo posto nel mondo per numero di pubblicazioni dedicate alle Nanotecnologie. E’ quanto emerge dall’analisi pubblicata su Nature e condotta da Philip Shapira, dell’università britannica di Manchester, e Jue Wang, dell’Università Internazionale della Florida a Miami.

Secondo la classifica gli Stati Uniti sono i primi al mondo per pubblicazioni nel settore delle nanotecnologie, con il 23%, seguiti a breve dalla Cina (22%). Il terzo posto è condiviso da Germania e Giappone, ciascuno con l’8%. Questi risultati sono il frutto dei cospicui investimenti fatti negli ultimi anni, per un totale che secondo i più recenti dati disponibili, del 2008, è pari a 8 miliardi di dollari.

I due autori dello studio il boom delle nanotecnologie è partito dalla National Nanotechnology Initiative lanciata dieci anni fa dagli Stati Uniti e si calcola che da allora, nel mondo, oltre 60 Paesi hanno promosso programmi nazionali dedicati alle nanotecnologie. Tuttavia, avvertono Shapira e Wang, non sempre la grande quantità delle pubblicazioni corrisponde ad una buona qualità della ricerca.

Molto dipende dalle modalità con cui i fondi vengono distribuiti. In Cina, per esempio, a dividersi i finanziamenti sono poche istituzioni e, a dispetto dell’alto numero di pubblicazioni, la qualità della produzione scientifica è piuttosto bassa rispetto a quella di Stati Uniti ed Europa.

Un’altra preoccupazione che emerge dall’analisi dei due esperti di innovazione è che, se i finanziamenti sono stati floridi nel decennio appena concluso, è molto difficile che continuino ad esserlo nei prossimi anni. La soluzione indicata da Shapira e Wang è che nelle nanotecnologie accada quanto è accaduto finora per lo spazio e la fisica, ossia che si promuovano grandi collaborazioni internazionali su programmi di interesse comune.