Napoli, ucciso nel negozio del barbiere: come in un film di mafia

di Davide Maggiore*
Pubblicato il 28 Ottobre 2010 15:01 | Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre 2010 15:01

Ora la saracinesca è abbassata a metà, davanti ci sono due carabinieri di piantone ed il nastro biancorosso che delimita le scene del delitto. Ma al momento dell’omicidio di Carmine Marigliano, il negozio di barbiere in corso Protopisani, a San Giovanni a Teduccio, quartiere di Napoli, era in piena attività.

Il negozio dove è avvenuto l'omicidio

Aspettava il suo turno per barba e capelli l’uomo, 37 anni. Prima che potesse essere servito, però, nel locale sono entrate una, forse due persone. Non erano altri clienti, ma i killer. Che hanno rapidamente trasformato la scena in quella di un film di gangster anni Trenta: Marigliano si è alzato di scatto, ed ha tentato di rifugiarsi in bagno. Una fuga inutile: è stato raggiunto, e ucciso con diversi colpi alla schiena. Subito dopo i killer si sono allontanati di corsa, lasciando i presenti nel negozio paralizzati dal terrore.

La modalità del delitto ha fatto pensare ad un agguato di camorra: nella zona è attivo il clan D’Amico, su internet alcuni siti sostengono che la vittima vi fosse legata, ma è un’ipotesi da verificare. Quel che è certo, è che il trentasettenne, disoccupato, aveva precedenti penali, ma i reati erano stati commessi diverso tempo fa. I carabinieri che indagano, quindi, non escludono nessuna pista. E cercano, ad esempio, di capire se il delitto sia legato ad un episodio di microcriminalità avvenuto a poca distanza da corso Protopisani. Qualche centinaio di metri più in là hanno dato fuoco ad un motorino. Se sia un avvertimento o un caso, non lo sanno ancora né gli investigatori, né le molte persone che adesso guardano quel negozio finora anonimo dal marciapiede di fronte o attraverso le persiane accostate dei palazzi vicini.

*Scuola di giornalismo Luiss