Napoli, torna l’allarme rifiuti: 1200 tonnellate a terra

Pubblicato il 26 Marzo 2011 19:59 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2011 20:21

NAPOLI – Dal Comune di Napoli dicono che la situazione è preoccupante e c’è chi parla di una crisi peggiore di quella registrata nei giorni precedenti il Natale scorso. All’ufficio flussi della Regione Campania (si tratta della struttura operativa che provvede all’assegnazione delle quote da smaltire) si dicono più ottimisti facendo notare che la situazione potrà rientrare non appena verrà riaperta la discarica di Chiaiano.

Insomma, diversi punti di vista. C’è, però, un dato: lungo le strade della città di Napoli ci sono 1200 tonnellate, grosso modo l’equivalente del quantitativo di spazzatura prodotto in una giornata dai napoletani.

Per i Verdi entro pochi giorni saranno oltre 5000 tonnellate mentre le cose non vanno meglio in alcune località della provincia. Milleduecento tonnellate che, purtroppo, si vedono tutte e che stanno a dimostrare, la fragilità del sistema dello smaltimento dei rifiuti in Campania, ed in particolar modo nel napoletano.

Il riemergere della crisi è diretta conseguenza della chiusura temporanea della discarica di Chiaiano (la cui riapertura è attesa nei prossimi giorni) e della difficoltà da parte degli impianti a lavorare i quantitativi ingenti di rifiuti che vengono loro destinati.

Infatti, al momento, la spazzatura finisce negli Stir (gli ex impianti di Cdr) mentre la frazione secca viene smistata all’impianto di termovalorizzazione di Acerra, l’unico in attività in Campania.

Meglio va nelle altre province che strenuamente difendono la norma sulla ”provincializzazione”: ogni provincia provvede a smaltire i suoi rifiuti. La città di Napoli è in affanno perché può far riferimento al solo invaso di Chiaiano.

A ogni modo la struttura regionale invita i cittadini a non peggiorare la situazione smaltendo rifiuti ingombranti se non nelle modalità corrette e ad attuare la raccolta differenziata. Raccolta differenziata che in alcuni Comuni non decolla ancora anche per le difficoltà (ovvero anche per i costi non certamente contenuti) legate innanzitutto allo smaltimento della frazione organica che deve essere trattata negli impianti di compostaggio.

Meno ottimista l’assessore Giacomelli: ”La situazione – dice – è molto preoccupante. Ieri la città ha smaltito meno di quanto produce in un giorno. Una ventina di compattatori sono rimasti carichi e per strada rimangono 1220 tonnellate”.

L’assessore punta l’indice contro il sistema regionale reo ”di non riuscire – sottolinea – ad assorbire la quantità di rifiuti prodotti”. ”Ieri, ad esempio – spiega – avevamo autorizzato a conferire 100 tonnellate a Battipaglia, ma i nove compattatori sono tornati indietro perché’ l’impianto non è stato in grado di accoglierli. Altre 500 tonnellate di rifiuti erano dirette all’impianto di Giugliano e di queste ne abbiamo potuto conferire solo 385 perché gli impianti non riescono ad assorbire la grande quantità di rifiuti prodotti dalla provincia, in particolare hanno problemi a lavorare la frazione secca. Se non si fa ripartire l’impianto di Caivano – è la previsione che fa Giacomelli – fermo da un paio di mesi, c’è il rischio nei prossimi giorni di una emergenza ancora più grave di quella di Natale”.

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