Nasa, l’animazione mostra la “danza” di due buchi neri in orbita l’uno intorno all’altro

di Caterina Galloni
Pubblicato il 25 Aprile 2021 16:00 | Ultimo aggiornamento: 22 Aprile 2021 16:30
buchi neri, nasa

Nasa, l’animazione mostra la “danza” di due buchi neri in orbita l’uno intorno all’altro

Una nuova straordinaria animazione della Nasa mostra l’affascinante danza di due buchi neri in orbita l’uno intorno all’altro. I buchi neri possono essere paragonati a una stella caratterizzata da una massa dieci volte superiore a quella del Sole, sono avvolti da un gas luminoso, caldo e vorticoso chiamato disco di accrescimento.

Nasa, l’animazione con la danza di due buchi neri

Nell’animazione attuale pubblicata dalla Nasa, al centro si vede la sfera nera, che è il buco, intorno l’anello fotonico e il disco di accrescimento di colore rosso brillante. I buchi neri sono mostrati in diversi colori, passano dal giallo all’arancio fino al rosso. Il che rappresenta la differenza della loro temperatura e rende più facile tracciare le sorgenti luminose mentre si attorcigliano e si avvolgono l’uno attorno all’altro. Ovviamente, così come accade anche realmente, il buco nero più piccolo subisce effetti gravitazionali più forti. Si nota anche una componente luminosa che è il materiale divorato dal buco nero supermassiccio, che si accende a causa dell’attrito molto forte.

La Nasa spiega che il buco nero appare più luminoso dal lato in cui il gas si muove verso di noi, effetto dovuto alla teoria di relatività di Einstein. “Ci sono due buchi neri supermassicci, uno più grande con 200 milioni di masse solari e un compagno più piccolo che pesa la metà”. A dirlo in una dichiarazione è Jeremy Schnittman, astrofisico presso il Goddard Space Flight Center della Nasa a Greenbelt nel Maryland (clicca qui per l’animazione su space.com).

Nel video è possibile inoltre osservare il fenomeno della “lente gravitazionale”, un effetto che distorce la luce che passa vicino questi corpi celesti. “Un aspetto sorprendente di questa nuova visualizzazione è la natura auto-similare delle immagini prodotte dalla lente gravitazionale”, ha spiegato Schnittman. “Eseguendo uno zoom in ogni buco nero emergono immagini multiple e sempre più distorte del suo compagno”.