Ndrangheta. Dopo 8 mesi in cella, l’ex direttore dell’Asl di Pavia Chiriaco in tribunale

Pubblicato il 5 Aprile 2011 14:39 | Ultimo aggiornamento: 5 Aprile 2011 15:18

PAVIA – Dopo oltre otto mesi trascorsi in una cella del carcere di Torino, si è presentato nell’aula del Tribunale di Pavia con la barba lunga e dimagrito di 20 chili. Carlo Chiriaco, ex direttore sanitario dell’Asl di Pavia, ritenuto uno degli esponenti più importanti delle cosche della ‘Ndrangheta che operavano in Lombardia.

A Pavia è finito sotto processo insieme Pietro Trivi, ex assessore del Comune. Nel procedimento in corso, Chiriaco e Trivi devono rispondere dell’accusa di corruzione elettorale. Secondo quanto è emerso dall’indagine, il sindacalista Mimmo Galeppi avrebbe ricevuto 2mila euro per ‘comprare’ voti per Trivi in occasione delle ultime elezioni comunali.

Ciò emerge da una telefonata tra Chiriaco e Galeppi. La difesa invece sostiene che quei soldi sarebbero stati usati solo per rimborsare le spese della campagna elettorale. I difensori di Trivi avevano chiesto di poter far sentire in aula le intercettazioni telefoniche; ma gli avvocati di Chiriaco hanno chiesto prima di aspettare la trascrizione del perito. Nella lista dei testimoni citati da Chiriaco compaiono anche Pino Neri, l’avvocato pavese ritenuto uno dei capi della ‘Ndrangheta in Lombardia, ed anche il prefetto di Pavia, Ferdinando Buffoni, al quale si chiede di presentare la relazione sull’indagine condotta dalla Prefettura sull’Asl di Pavia. Il processo riprenderà il 1 giugno: in quell’occasione verranno ascoltati i testimoni dell’accusa. Per i reati che riguardano i suoi presunti legami con la ‘ndrangheta, Chiriaco verrà processato a Milano.