Ogm, fumata nera alla Ue. L’Italia è per vietarli

Pubblicato il 10 Marzo 2012 0:45 | Ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2012 21:15

BRUXELLES, 09 MAR – Fumata nera, al Consiglio Ambiente tenuto oggi a Bruxelles, sulla proposta della presidenza di turno danese che consente di trovare modalita' per vietare gli Ogm: da parte italiana, nonostante le reazioni critiche di alcune associazioni – inclusa la Coldiretti – e' stata espressa una ''apertura'' a questa proposta, sottolineata dal ministro Corrado Clini con la volonta' di accettarla ''in spirito di compromesso''.

Ma oggi il Consiglio Ambiente si e' chiuso anche con un nulla di fatto sul fronte della Road Map al 2050 per le economie a basso tenore di carbonio: il Consiglio ''non ha raggiunto alcuna conclusione'', ha detto un portavoce della Commissione Ue. La Polonia ha bloccato l'accordo, ha spiegato il ministro danese per il Clima e presidente di turno, Martin Lidegaard: ''Non abbiamo raggiunto un consenso completo sulla Road Map – ha commentato -. Sfortunatamente, ancora una volta, abbiamo una situazione in cui una delegazione ha bloccato le conclusioni'' del Consiglio. Tuttavia, ha tenuto a sottolineare, ''ventisei paesi appoggiano'' la Road Map e vogliono ''che ci muoviamo, appoggiano le conclusioni della presidenza''.

Come e' noto, la presidenza danese sta cercando di introdurre, come propone la Commissione europea, tappe e obiettivi precisi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nella Ue: ovvero del 40% entro il 2030, del 60% al 2040 e dell'80% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990. Ma, per il momento, e' tutto rimandato: la Danimarca cerchera' di raggiungere un accordo entro l'ultimo Consiglio Ambiente sotto la sua presidenza, che e' previsto per l'11 giugno. Nel frattempo, proseguira' il lavoro sulla proposta della presidenza relativa agli Ogm: ''Oggi non ce l'abbiamo fatta, ma non riteniamo che questa bozza sia definitivamente morta'', ha detto il ministro dell'Ambiente danese e presidente di turno, Ida Auken.

''Il semplice obiettivo di questa proposta e' la possibilita' di dare agli stati membri la facolta' di poter intervenire, di avere voce in capitolo, cioe' di permettere o meno le culture Ogm sul loro territorio'', aveva sintetizzato il commissario Ue alla Sanita', John Dalli, durante il dibattito pubblico del Consiglio. Tuttavia, almeno sette paesi (Francia, Spagna, Gran Bretagna, Germania, Belgio, Slovacchia e Irlanda) si sono opposti e la posizione di Cipro – ha spiegato il portavoce di Dalli – ''non e' chiara''.

Ma anche tra i paesi contrari, i 'no' di alcune capitali non sono definitivi. Come nel caso della Spagna, il cui ministro ha detto: ''siamo disponibili al compromesso, ma non oggi. A giugno''.

L'Italia, come ha annunciato il ministro Corrado Clini durante il suo intervento al dibattito pubblico, sarebbe disposta ad accettare la proposta di compromesso della presidenza danese. ''In spirito di compromesso e considerando che i successivi lavori con il Parlamento europeo consentiranno di proseguire la discussione sul testo in vista di un suo miglioramento in seconda lettura, a condizione che gli altri stati membri diano prova di analoga flessibilita', saremmo disponibili ad accettare la proposta di compromesso della presidenza danese cosi' come presentata'', aveva detto Clini esprimendo il si' dell'Italia alla proposta.

Una proposta che, di fatto, consentirebbe ai Paesi Ue di vietare le colture Ogm anche dopo un eventuale nulla osta europeo. Tuttavia, la Coldiretti – probabilmente fraintendendo la dichiarazioni di ''apertura'' fatta da Clini nel pomeriggio – ha sottolineato che ''non ci sono ragioni per riaprire una polemica di cui il Paese non sente certo il bisogno e su cui i cittadini hanno gia' detto tutto proprio nel momento in cui le grandi multinazionali del biotech hanno preso la decisione di rinunciare allo sviluppo e alla commercializzazione di nuovi prodotti transgenici (Ogm) destinati all'Unione europea, per la crescente opposizione della maggioranza dei cittadini''.