Omicidio a Roma, fermato un altro uomo: “Potrebbe essere il vero killer”

Pubblicato il 11 Aprile 2011 9:30 | Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2011 9:38

Il ritrovamento del cadavere davanti al Teatro delle Vittorie

ROMA – Svolta nelle indagini per l’omicidio di Roberto Ceccarelli, l’imprenditore di 46 anni ucciso a Roma davanti al teatro Delle Vittorie. Un uomo italiano di 35 anni è indagato per ‘concorso in omicidio’ e già in stato di fermo: secondo gli investigatori potrebbe essere proprio lui il vero killer.

La svolta arriva dopo che un uomo, Attilio Pascarella di 70 anni, arrestato tra sabato e domenica, aveva confessato l’omicidio addossandosi ogni colpa. A.P. è un senza fissa dimora e vive in un’ auto. Alla polizia, dove si è presentato spontaneamente dopo il delitto, ha raccontato di aver ucciso Ceccarelli con due colpi di pistola dopo un litigio scaturito dal mancato saldo di un debito. Aveva bisogno di soldi. In passato, ha aggiunto, aveva fatto da prestanome alla vittima in alcune truffe. E forse per questo veniva ricompensato. L’arma del delitto, ha dichiarato, si trova ora nel Tevere. La sua versione però ha destato subito alcune perplessità.

Da subito gli investigatori hanno sospettato che l’anziano coprisse qualcuno. Così hanno proseguito le indagini fino ad arrivare al secondo uomo, ritenuto il vero killer. L’uomo è stato interrogato per ore nella notte tra domenica e lunedì ed è stato posto in stato di fermo. Secondo quanto riporta l’Ansa il racconto fornito inizialmente dal ragazzo sarebbe entrato in contraddizione con quanto detto dall’anziano. In più, al momento dell’omicidio, sembra che fosse proprio il ragazzo a tenere in mano la pistola.

Un passato torbido quello di Ceccarelli fatto di possibili legami con soggetti discutibili del malaffare, e tra questi esponenti giù legati alla Banda della Magliana. Un passato di truffe, inchieste sul riciclaggio, reati finanziari e implicazioni nel caso Lady Asl.

All’orizzonte si potrebbe dunque prospettare anche un legame con la vicenda della megatruffa da 170 milioni di euro da parte della cosiddetta Banda dei Parioli. Nella lista di 500 nomi di investitori, la seconda, sequestrata dalla Guardia di Finanza, sono indicate tre persone che hanno il cognome Ceccarelli. Il pm Luca Tescaroli, titolare di quell’indagine, ha chiesto di verificare se uno di questi possa essere l’imprenditore ucciso venerdì sera o se qualcuno di questi abbia avuto legami con la vittima.