Ozono su Venere? Cambiano parametri della ricerca di vita nello spazio

Pubblicato il 10 Ottobre 2011 14:53 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2011 14:53

Strati di ozono su Venere. Credit: Esa

ROMA – Il pianeta Venere presenta uno strato di ozono nell’atmosfera. Uno strato centinaia di volte più sottile di quello terrestre scoperto dalla sonda Venus express dell’Esa, European Space Agency e pubblicato sulla rivista Icarus. La scoperta costituisce un nuovo fattore di selezione nella ricerca di vita su altri pianeti. Venere dimostra infatti che la presenza di ozono, e quindi di ossigeno, in un atmosfera non sono segnali certi che sul pianeta vi sia vita. La sorpresa di Franck Montmessin, del centro di ricerche atmosferico francese LATMOS, e degli astronomi è stata grande: solo la Terra e Marte ad oggi erano i pianeti del sistema solare noti per presentare strati di ozono nella propria atmosfera.

L’ozono è una molecola formata da tre atomi di ossigeno in grado di assorbire i raggi ultravioletti. Lo strato si trova a 100 chilometri di altezza nell’atmofera venusiana e le molecole si sono formate grazie ai raggi del Sole, che spezzano i legami dell’anidride carbonica permettendo la formazione di ossigeno e da questo l’ozono.

Per il pianeta Terra la fascia dell’ozono rappresenta uno schermo ai dannosi raggi ultravioletti, che ha permesso lo sviluppo della vita nella sua biosfera. Se fino ad oggi la presenza di strati di ozono, che implica la presenza di ossigeno, era ritenuto un parametro di quasi certezza della presenza di vita sul pianeta, ora gli astronomi hanno dovuto ricredersi.

La presenza di ossigeno però è dunque un parametro debole, ma lo studio di Venere permette di fissare dei parametri di abbondanza di tale elemento nelle atmosfere, fornendo così un’indicazione volendo più precisa. Montmessi ha detto: “Possiamo usare le nuove osservazione per provare e rifinire lo scenario della ricerca di vita in altri pianeti”.

Hakan Svedhem, scienziato dell’Esa, ha spiegato: “Il rilevamento dell’ozono ci dice molto della chimica atmosferica di Venere. La scoperta evidenzia la fondamentale similitudine tra i pianeti rocciosi e mostra l’importanza di studiare Venere per poter comprenderli tutti”.