P4-Rai, la rabbia di Pippo Baudo: “Bisignani? Mi fece incontrare la Lei”

Pubblicato il 25 Giugno 2011 13:27 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2011 13:27

ROMA – E’ un Pippo Baudo “sconvolto” quello che riceve la notizia di essere citato nei faldoni (copiosi) che contengono le intercettazioni di Luigi Bisignani, l’ex giornalista e imprenditore arrestato per la presunta loggia P4.  Anche perché, Baudo, dall’incontro con Bisignani sembra essere uno dei pochi ad aver ottenuto nulla o quasi: prima un ribasso del 50% del contratto e poi l’esclusione dai palinsesti Rai.

Intervistato dal Corriere della Sera il presentatore non nasconde la sua sorpresa e la sua amarezza: “Sono sconvolto. Di più. Non ho mai fatto parte di nessun tipo di cricca. Non conosco associazioni, club, grembiuli. Nessuna proposta, né da P2 né da massonerie. Forse mi ritengono troppo cretino. Eppure mi ritrovo a non dormire la notte per una cosa che non ho fatto”.

Baudo non fa misteri sulla sua conoscenza di Bisignani: “Lo avevo ospitato a Domenica In quando scrisse il romanzo sul Kgb. Lo incontravo spesso sotto casa mia, perché ha l’ufficio lì vicino. Vedevo sua madre dal parrucchiere: lei è siciliana e abbiamo più volte pensato di cucinare una sera la pasta con le sarde. Mai fatto”.

Bisignani e Baudo, però, si incontrano anni dopo, in un momento molto professionale molto difficile per il presentatore. Spiega Baudo al Corriere: “Alla presentazione dei palinsesti autunnali, siccome ero stato messo da parte, presi la parola e fui un po’ polemico. Vidi Masi alzarsi, andare dalla sua vice di allora, Lorenza Lei, e dire ad alta voce, davanti a tutti: “Questo non lavora più””.

A quel punto, stando a quanto dice Baudo è Bisignani a farsi avanti per aiutarlo. Il presentatore ottenne “un appuntamento con la Lei, che poi era il mio capo, che mi disse: “La situazione è difficile, ma non voglio perdere Baudo, ti posso offrire un contratto ridotto del 50%”. Io che, come Santoro, avrei lavorato per un euro, accettai. E feci 6 puntate di ‘900 e 150″.

Quest’anno, però, conclude Baudo, nei palinsesti non è prevista “nemmeno una serata per me: non sono andato alla presentazione perché mi vergogno. Quindi i miei vantaggi quali sarebbero? Non sono una nullafacente diventata ministro. Non sono stato fatto generale. Semmai sono stato degradato”.