Milano, fece da “palo” a un omicidio: prima condanna a 5 anni, ora la pena è l’ergastolo

Pubblicato il 14 Settembre 2010 11:34 | Ultimo aggiornamento: 14 Settembre 2010 11:54

tribunaleL’accusa era di aver fatto da “palo” in un omicidio: da un possibile patteggiamento a 5 anni, che aveva avuto il consenso del pm ma il “no” di un giudice, l’imputato ha invece subito la condanna all’ergastolo, richiesta da un altro pm e decisa da un altro giudice. Si è concluso cosi’ a Milano, con un’altalena da una pena bassa, negata, al carcere a vita, su decisione del gup con rito abbreviato, il processo di primo grado per un giovane sudamericano.

Il delitto è quello che ha visto come vittima l’ecuadoriano David Stenio Betancourt Noboa, ucciso a Milano il 7 giugno 2009, nell’ambito di un contrasto tra gang di “latinos”. La notizia è riportata sul Corriere della Sera. Per l’ omicidio di Betancourt, 26 anni, compiuto al ‘Thini Cafe” di via Brembo, uno dei locali di ritrovo delle gang latinoamericane, sei sudamericani erano stati condannati con rito abbreviato lo scorso marzo a pene comprese tra i 18 anni e 6 mesi e i 16 anni e 10 mesi dal gup di Milano Micaela Curami.

Lo stesso giudice, invece, aveva respinto la richiesta di patteggiamento a 5 anni di Adrian Tubetano Pesantes, accusato di essere stato appunto il “palo”. Il patteggiamento aveva avuto il consenso del pm Mario Venditti, che aveva qualificato l’accusa nei suoi confronti in una forma di omicidio colposo, quella della “aberratio delicti”, che si ha quando un errore nell’ utilizzo dei mezzi per compiere il reato produce un evento diverso da quello voluto.

Dopo il “no” al patteggiamento del gup Curami, il processo è finito davanti a un altro gup, Andrea Salemme, e con un altro pm, Maurizio Ascione. Il pm ha riconfigurato l’accusa per Pesantes in omicidio volontario con le aggravanti della premeditazione e dei motivi futili e abietti, senza attenuanti generiche. Richiesta accolta dal nuovo giudice e che ha portato, con questo tipo di accuse, a una condanna all’ergastolo e all’isolamento diurno, che, con lo sconto di pena del rito abbreviato, è divenuta una condanna all’ergastolo. Gli autori materiali dell’omicidio se l’erano “cavata” con una condanna a 18 anni e 6 mesi.