Niente pensione per mafiosi e terroristi, sì unanime della Camera

Pubblicato il 27 Ottobre 2010 20:29 | Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2010 21:08

Nessuna pensione sociale per coloro che sono stati condannati per mafia e terrorismo. Il provvedimento è esteso anche ai familiari condannati per favoreggiamento. Il provvedimento ha ricevuto il sì unanime della Camera dopo una serie di interventi legislativi, anche complessi, per evitare i rischi di incostituzionalità. La legge ha ricevuto 433 voti a favore e 6 sono stati gli astenuti. Ora il ddl sarà esaminato dal Senato L’esempio citato in aula per sottolineare l’efficacia del provvedimento è quello, recente, del boss Giovanni Trapani, capo cosca di Ficarazzi a Palermo che godeva di una pensione di 700 euro a fronte di patrimoni per oltre 3 milioni di euro.

”Con la legge approvata questa sera in aula, si cancellano anni di profonda ingiustizia sociale. A nome della Lega Nord, esprimo grandissima soddisfazione e auspico un iter al Senato altrettanto rapido”. Così Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega Nord in commissione Lavoro alla Camera, primo firmatario della proposta di legge volta a tagliare le pensioni pubbliche ai condannati per criminalita’ organizzata, approvata questa sera in aula a Montecitorio con l’appoggio di tutti i gruppi parlamentari.

”La misura non risolve un problema di bilancio – spiega Fedriga – ma da al Paese un segnale forte di giustizia. Vogliamo tutelare i contribuenti onesti e continuare la lotta spietata alla criminalità  organizzata, sotto tutti i fronti, sulla linea del lavoro che porta avanti ogni giorno il ministro Maroni”.

”Venire a conoscenza che noti capimafia avanzino la richiesta di accedere ai benefici della pensione sociale – prosegue Emanuela Munerato, deputata leghista, membro della commissione Lavoro – non può che suscitare sconcerto e indignazione nell’opinione pubblica, alimentando la sfiducia nelle istituzioni. La Legge Fedriga dimostra che il Parlamento intero lavora nell’interesse del Paese e contro le mafie”.

”Non possiamo permettere – conclude Fedriga – che in un momento di grave crisi congiunturale in cui si chiedono sacrifici ai cittadini, chi si è macchiato di crimini orrendi benefici di un trattamento previdenziale, se non addirittura dell’indennita’ di disoccupazione durante il periodo di latitanza. E’ una vergogna alla quale la Lega intende porre fine una volta per tutte”