Omicidio di Perugia, in aula Amanda e Raffaele. Scontro sul clochard-testimone

Pubblicato il 26 Marzo 2011 18:56 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2011 19:07

PERUGIA – Antonio Curatolo dice di avere visto Raffaele Sollecito e Amanda Knox non lontano dalla casa dove venne uccisa Meredith Kercher la sera di Halloween, cioè il 31 ottobre del 2007. Ma che che il ”giorno dopo”, nella villetta di via della Pergola c’erano ”gli uomini in bianco”, il personale della polizia scientifica impegnato nelle indagini sul delitto, scoperto il 2 novembre.

E sulla sua deposizione di oggi nel processo d’appello ai due giovani è scontro. Teste inattendibile per le difese, credibile per pm e parte civile. Il clochard, già sentito in primo grado, è comparso in aula da detenuto. Sta infatti scontando una condanna definitiva per droga.

Ai giudici spiega che nel 2007 viveva su una panchina in piazza Grimana dove vide gli imputati. ”Discutevano animatamente” dice. ”Era la festa di Halloween – aggiunge – e c’era un via vai di ragazzi mascherati. Il giorno dopo vennero i carabinieri a fare domande. Poi mi sono affacciato e ho visto gli uomini in bianco davanti e dentro la villa”.

Rispondendo al pm Giuliano Mignini, Curatolo spiega che la notte di Halloween ”dovrebbe essere tra l’1 e il 2 novembre” (mentre in realtà è il 31 ottobre). ”E’ certissimo – afferma ancora – che ho visto i due ragazzi la sera prima delle tute bianche”.

All’avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Sollecito, ribadisce però che quando notò il giovane e la Knox c’erano i ”ragazzi mascherati da Halloween” e gli autobus (presenti la sera del 31 ottobre e non quella dopo secondo gli ultimi testi). ”Ho sempre fatto uso di droga, di eroina, anche nel 2007” rivela quindi dopo una domanda del giudice ”a latere”.

Nella deposizione non c’e’ ”alcuna novità rispetto al processo di primo grado” quando il testimone fu giudicato attendibile per il pm Manuela Comodi. Per il magistrato, poi, la sera di Halloween gli imputati non potevano essere stati visti in piazza Grimana perché si trovavano altrove.

Certi dell’attendibilità del clochard – quando colloca gli imputati in piazza la sera del delitto – anche l’altro pm Mignini e l’avvocato di parte civile Francesco Maresca. Secondo la Bongiorno, invece, ”l’udienza ha segnato un importante passo avanti per la difesa” perché Curatolo ”è il tipico teste che smentisce la tesi d’accusa”. ”Per noi – aggiunge – non è attendibile quando afferma di avere visto la notte del delitto Amanda e Raffaele”.

Quest’ultimo ha compiuto proprio oggi 27 anni. ”E’ il quarto compleanno trascorso in carcere e quindi un giorno triste” rivela l’avvocato Luca Maori, un altro dei difensori. E il padre Francesco Sollecito trova anche un mezzo sorriso per commentare gli ultimi sviluppi del processo: ”Se Raffaele non è più ottimista ce lo faccio diventare io… Curatolo? Non ricorda nemmeno il motivo per cui è in galera. Come lo si può ritenere attendibile?”.

Dagli Usa è invece arrivata a Perugia Deanna, la sorella della Knox. ”L’ho vista in carcere – dice – ci siamo abbracciate. Amanda è felice per come sta andando l’appello”.

Un processo che si avvia verso la fase decisiva. La prossima udienza è stata fissata per il 21 maggio quando saranno discusse in aula le conclusioni dei periti chiamati a esaminare le tracce di Dna riscontrate sull’arma del delitto e sul gancetto del reggiseno indossato dalla vittima.

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