Piramidi sbilenche e pietre bucate: l’astronomia del passato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Novembre 2015 5:02 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2015 15:45
Piramidi sbilenche e pietre bucate: l'astronomia del passato

Piramidi sbilenche e pietre bucate: l’astronomia del passato

ROMA – Lastre di pietra monumentali bucate e usate per puntare il Sole, piramidi sbilenche con perfette rappresentazioni della volta celeste e telescopi di ossidiana. Queste le scoperte più recenti dell’archeoastronomia, lo studio del passato archeologico con gli occhi scientifici degli astronomi, che sono state presentate a Roma durante il convegno internazionale della Società Europea per l’Astronomia nella Cultura (Seac).

Juan Antonio Belmonte, astronomo dell’Istituto di Astrofisica delle Canarie, ha spiegato che dalle piramidi di Snefru in Egitto arriva una delle più rivoluzionarie scoperte dell’archeoastronomia:

“Forse una delle più rivoluzionari scoperte degli ultimi anni nello studio dell’antico Egitto arriva dalle piramidi di Snefru, da sempre considerate come un tentativo poco riuscito di piramidi. Studi recenti, integrando archeologia e astronomia, hanno permesso di stravolgere questa visione e dimostrato che quelle opere erano volutamente costruite in quel modo e sono cariche di simbolismo sia politico che astronomico”.

La ‘riscoperta’ di queste piramidi rappresenta solo uno dei grandi successi arrivati dallo studio delle relazioni che le antiche civiltà del passato avevano con il cielo, il tutto attraverso l’astronomia e le moderne tecniche di analisi, ha commentato  Vito Francesco Polcaro, dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali (Iaps) dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf):

“E’ una disciplina che aveva avuto un grande sviluppo a inizio del ‘900 ma che è stata poi svergognata dai nazisti che la usarono per giustificare la loro ideologia e dai moltissimi studi anche attuali privi di qualsiasi valore scientifico ma che hanno trovato grande visibilità grazie a un giornalismo di basso livelli”.

Se fatta correttamente l’unione di archeologia e astronomia diventa però uno strumento potentissimo che ha permesso di raggiungere grandi risultati, come capire la funzione delle grandi lastre di pietra ‘bucate’ presenti in tutto il sud Italia, risalenti al II millennio a.C., la cui funzione era di perfetto calendario, o la possibilità dell’uso di pietre di ossidiana come specchi per rudimentali telescopi.